Salute: ecco come un’illusione può ingannare la mente, la percezione corporea ed il controllo dei movimenti

Lo studio, condotto da un gruppo di ricerca italiano, dimostra la relazione tra la percezione illusoria ed il controllo del movimento

Basta una mano di gomma a ‘ingannare’ la mente, mettendo temporaneamente ‘in crisi’ non solo la percezione del proprio corpo, ma anche il controllo dei movimenti. A spiegare come questo accada è un team di scienziati italiani. In uno studio pubblicato su ‘eLife’, gli esperti hanno dimostrato che quando una persona percepisce illusoriamente una mano finta come parte del proprio corpo, lo stato di eccitabilità dell’area corticale che nel cervello ‘governa’ la mano reale diminuisce, rendendo temporaneamente questa zona meno pronta ad attivare i muscoli dell’arto.

In altre parole, se per uno strano scherzo della mente ci convinciamo che la mano artificiale è parte del nostro corpo, la nostra mano vera viene messa per un attimo in secondo piano, ‘abbandonata’. Per approfondire la questione, gli autori dello studio hanno fatto ricorso a una manipolazione sperimentale chiamata ‘illusione della mano di gomma’, in grado di suscitare una temporanea alterazione della consapevolezza corporea, simile a quella sperimentata in seguito a lesioni cerebrali da alcuni pazienti che si convincono che un braccio o una gamba non sia più loro. Guardare una mano di gomma che viene toccata contemporaneamente alla propria mano nascosta alla vista, genera infatti in molte persone l‘illusione sensoriale che la loro mano sia quella di gomma. Si crea la sensazione che la mano artificiale sia diventata parte del proprio corpo, mentre la vera mano viene lasciata in uno stato di abbandono, come se venisse esclusa dalla propria esperienza per lasciare il suo posto a quella ‘nuova’.

Francesco della Gatta, dottorando della scuola in ‘Philosophy and Human Sciences’ dell’università degli Studi di Milano, Francesca Garbarini, ricercatrice del Dipartimento di psicologia dell’università degli Studi di Torino, e collaboratorisi sono chiesti se la capacità della corteccia cerebrale di muovere volontariamente la propria mano cambi durante l’alterata percezione corporea creata dall’illusione della mano di gomma. Gli esperimenti sono stati condotti nel Laboratorio di neurofisiologia umana del Dipartimento di scienze della salute dell’ateneo Statale milanese, e gli scienziati hanno usato la stimolazione magnetica transcranica (Tms) per analizzare in un gruppo di volontari l’area corticale deputata al controllo dei movimenti della mano. Quanto osservato dai ricercatori nell’esperimento (e cioè la diminuzione, in presenza dell’illusione della mano di gomma, dello stato di eccitabilità dell’area corticale della mano reale) conferma l’ipotesi secondo cui la mano temporaneamente abbandonata, perché sostituita da quella di gomma dal punto di vista sensoriale, non ‘appartiene’ più al corpo anche dal punto di vista motorio. Questo risultato, spiegano gli esperti, suggerisce che un fenomeno molto complesso e astratto, come una ‘illusione’ che riguardi un segmento corporeo, può riflettersi su uno stato fisiologico molto concreto come il controllo motorio dello stesso segmento corporeo.

E tutto questo, aggiungono gli autori dello STUDIOs, contribuisce alla comprensione teorica di un aspetto molto complesso dell’esperienza umana, cioè l’essere coscienti di possedere un corpo. Anche una sensazione così radicata nella nostra autocoscienza, come il fatto che il nostro corpo è uno e sempre lo stesso, non ha in realtà una struttura unitaria e indivisibile, ma è il risultato di interazioni sensori-motorie complesse e intrinsecamente legate alla funzionalità composita dei sistemi di rappresentazione corporea. “Un importante obiettivo futuro – conclude della Gatta – sarà definire più approfonditamente e quantificare la relazione tra consapevolezza corporea e sistema motorio. In particolare cercando di specificare in che modo l’attività delle aree cerebrali dedicate all’esecuzione, al controllo e alla pianificazione del movimento possano contribuire alla generazione della propria consapevolezza corporea”.