Clima: fine dei combustibili fossili, per 47 Paesi è possibile

Quarantasette Paesi, tra quelli più vulnerabili ai cambiamenti del clima, hanno dichiarato che intendono convertirsi interamente all'energia rinnovabile il prima possibile

Quarantasette Paesi, tra quelli più vulnerabili ai cambiamenti climatici, hanno dichiarato che intendono convertirsi interamente all’energia rinnovabile il prima possibile. Lo ha riferito alla Dpa un portavoce del gruppo di Paesi. L’annuncio è stato fatto durante la conferenza sul clima a Marrakech, in Marocco, dove i negoziatori stanno definendo i dettagli dell’accordo stipulato l’anno scorso per mantenere l’aumento della temperatura globale rispetto all’epoca preindustriale “ben al di sotto” dei 2 gradi e a “perseverare negli sforzi” per rimanere sotto 1,5 gradi. Molti dei Paesi che prendono l’impegno di fare marcia indietro sui combustibili fossili appartengono al Climate Vulnerable Forum, un gruppo che comprende Nazioni impegnate a garantire che l’obiettivo di 1,5 gradi venga soddisfatto. I Paesi che intendono adottare il documento sarebbero d’accordo per “sforzarsi di raggiungere il 100% di produzione interna di energia rinnovabile il prima possibile”. Tali Nazioni dovrebbero aggiornare i loro piani per abbattere le emissioni, sottoscritti nell’ambito dell’accordo di Parigi, quanto più velocemente possibile entro il 2020, uno sforzo per spingere più rapidamente l’azione globale contro il cambiamento climatico.

“L’impegno di oggi dei Paesi membri del Climate Vulnerable Forum a sostenere le loro economie completamente con fonti di energia rinnovabile è una visione audace che dà il ritmo agli sforzi mondiali per attuare l’accordo di Parigi e muoversi ancora più rapidamente per risolvere la crisi climatica”, ha detto l’ex vicepresidente Usa Al Gore. Anche il commissario europeo per il clima e l’Energia Miguel Arias Canete ha anche accolto con favore l’iniziativa, sottolineando come rappresenti una leadership morale. “Questi Paesi stanno già vivendo la terrificante realtà del cambiamento climatico. E la loro stessa esistenza è in bilico”, ha detto Canete. “Stiamo sviluppando una trasformazione verso un’energia al 100% rinnovabile, ma vogliamo che altri Paesi seguano le nostre orme per evitare l’impatto catastrofico che stiamo vivendo attraverso uragani, inondazioni e siccità“, ha detto Mattlan Zackhras, ministro alla presidenza della Repubblica delle Isole Marshall. Le Isole Marshall sono uno Stato insulare il cui territorio è minacciato dall’aumento del livello del mare causato in parte dalla fusione delle calotte di ghiaccio determinata dal riscaldamento globale. “Le energie rinnovabili possono sconfiggere la povertà e migliorare le condizioni di vita delle persone. Accolgo quindi l’impegno della Tanzania ad unirsi agli altri Paesi più vulnerabili verso il 100% di energia rinnovabile“, ha dichiarato il capo del gruppo parlamentare per l’energia della Tanzania, Doto Biteko.