Meningite, Toscana: al vaglio il richiamo dei vaccini per i minori

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L’ultimo paziente colpito da meningite di tipo C in Toscana, il bambino livornese di 8 anni da ieri ricoverato al Meyer di Firenze, era stato vaccinato contro l’infezione. Un caso non unico: tra settembre e questo mese ce ne sono stati altri tre e altri si sono verificati in passato. “Per varie ragioni, può accadere che un vaccino non risulti totalmente protettivo, soprattutto sul lungo termine, ma ciò si verifica in un numero molto limitato di casi”, ha osservato Gianni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss). Il vaccino è però l’unico rimedio contro la malattia che in Toscana ha fatto registrare un’impennata negli ultimi due anni, ed anche se non ne evita al 100% il contagio, di certo ne attutisce gli effetti, come ribadito oggi dagli esperti e dall’assessore toscano alla salute Stefania Saccardi, prendendo ad esempio il caso dello stesso bimbo livornese: le sue condizioni sono migliorate tanto che adesso è fuori pericolo.

Saccardi ha annunciato che tra i provvedimenti al vaglio c’è la ridefinizione del “calendario vaccinale per ripetere e richiamare la vaccinazione in modo da garantire una copertura maggiore. I nostri esperti sono al lavoro per valutare come provare a ripetere, per lo meno per l’eta’ da 0 a 18-20 anni, le vaccinazioni. Evidentemente, soprattutto nei bambini serve richiamare la vaccinazione in tempi piu’ frequenti, invece di aspettare 10 anni”. Intanto l’assessore ha rinnovato l’invito a vaccinarsi contro la meningite C, aderendo alla campagna straordinaria lanciata dalla Regione Toscana da fine aprile 2015. “Sui bambini siamo al 91% di copertura – ha spiegato Saccardi -, tra gli adolescenti e gli adulti ancora la copertura e’ bassa. Abbiamo vaccinato 717 mila persone, esclusi i bambini, che sostanzialmente corrispondono a un toscano su 4″. “In Toscana siamo a circa un terzo della popolazione vaccinata. Va dunque intensificata ancora la campagna anche tra gli adulti”, commenta il presidente dell’Iss Walter Ricciardi secondo il quale anche la percentuale pari al 91% tra i bambini e’ “insufficiente”. Nel frattempo, dopo il caso della donna morta a Firenze lo scorso lunedì, la richiesta di vaccino è aumentata di 10 volte nelle zone comprese tra la provincia del capoluogo toscano, Prato e Pistoia. In 200 invece si sono sottoposti oggi alla profilassi antibiotica in seguito al ricovero del bambino livornese, diventato il caso numero 58 di meningite di tipo C dal 2015 a oggi in Toscana (di cui 27 quest’anno), con 12 pazienti morti. Numeri superiori alle previsioni nazionali ma che, commenta Antonio Chirianni, presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali, “non destano preoccupazioni tali da far pensare a un fatto epidemico di portata nazionale”. 

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