Febbre Gialla: in Brasile emergenza in 64 città, 83 morti

Febbre Gialla: in Brasile emergenza in 64 città, 83 morti

Il governo del Brasile ha riconosciuto lo stato di emergenza in 64 città a causa dell'epidemia di febbre gialla, che ha già causato finora 83 vittime

Il governo del Brasile ha riconosciuto lo stato di emergenza in 64 città a causa dell’epidemia di febbre gialla, che ha già causato finora 83 vittime. A riportare l’aggiornamento è la agenzia di comunicazione EBC Agencia Brasil. Mentre, anche in vista dei festeggiamenti per il Carnevale di Rio, nel Paese si intensifica la campagna di vaccinazione. La febbre gialla è un’infezione virale, e letale in circa il 35% dei casi, presente in alcune aree dell’Africa e dell’America del Sud. Il virus viene trasmesso all’uomo tramite la puntura di zanzara Aedes aegypti, la stessa di Dengue, Zika e Chikungunya. In Brasile, da dicembre 2016, è scoppiato un focolaio che ha coinvolto diversi Stati, in particolare Minas Gerais, e l’epidemia in corso è la più grande dal 1980.

Ma, diversamente da Zika e Ebola, esiste già un vaccino e il Ministero della Salute del Brasile ha organizzato una campagna di vaccinazione di massa che ha visto la consegna di ben 9,9 milioni di dosi supplementari. Al 9 febbraio 2017, come riporta il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc epidemiological update del 17 febbraio), erano 220 i casi confermati e 77 i morti. Ma, secondo la Ebc, gli ultimi dati sono di 243 casi confermati e 83 morti. Il rischio di trasmissione nei Paesi Ue risulta al momento molto basso. Tuttavia, secondo l’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms), i viaggiatori che intendono recarsi nelle aree colpite devono effettuare la vaccinazione almeno 10 giorni prima della partenza. Inoltre, si legge sul notiziario dell’Istituto Superiore di Sanita’ Epicentro, si raccomanda di applicare misure di protezione personale: utilizzare repellenti cutanei; indossare abiti che coprano la maggior parte del corpo; soggiornare in stanze con zanzariere alle porte e alle finestre. Intanto lo scorso 15 febbraio l’Oms aveva dichiarato terminata l’epidemia di febbre gialla in Angola e Congo.

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