Che ruolo ha la flora intestinale in malattie come l’Alzheimer? Lo svela Minerva, con micro-organi umani su chip

La flora intestinale sembra influenzare molte gravi malattie neurologiche e neurodegenerative come l'Alzheimer: per scoprirne il ruolo è in arrivo 'Minerva'

La flora intestinale sembra influenzare molte gravi malattie neurologiche e neurodegenerative come l’Alzheimer. Per scoprirne il ruolo è in arrivo ‘Minerva’, una piattaforma ultratecnologica di micro-organi su chip. MINERVA (Piattaforma ingegnerizzata Microbiota-Intestino-Cervello per studiare l’impatto della flora intestinale sulla funzionalita’ del cervello) è un progetto quinquennale del Politecnico di Milano finanziato dalla Comunita’ Europea nell’ambito di Horizon 2020. Si tratta di un cuore ultra-tecnologico fatto di tre compartimenti, che simulano i tre componenti dell’asse microbiota-intestino-cervello secondo l’ipotesi che la flora batterica intestinale influenzi notevolmente le funzioni del nostro cervello.

Il progetto, coordinato da Carmen Giordano, prevede nella prima fase la realizzazione di ‘microorgani’ in vitro, su dispositivi grandi come vetrini microscopio. gli organi su chip. L’idea parte da evidenze scientifiche secondo cui lo stato di salute del nostro intestino e i microbi che lo colonizzano influenzano la salute del nostro cervello. Gli scienziati svilupperanno quindi cinque dispositivi nei quali verranno alloggiati sistemi cellulari complessi in un gel per simulare la tridimensionalita’ dell’organo, in particolare l’intestino con la sua parete e la flora intestinale, e il cervello, con tanto di ‘barriera ematoencefalica’, il filtro che serve a proteggere il cervello stesso dall’ingresso di sostanze tossiche tramite il sangue. Una volta messi insieme i dispositivi e sperimentato il loro funzionamento, si useranno campioni di flora intestinale (microbiota) di pazienti con Alzheimer e soggetti sani di controllo per scoprire quali fattori il microbiota mette in circolo e quali di questi arrivano al cervello influenzandone il funzionamento. Si parte dallo studio dell’Alzheimer, ma l’intenzione e’ estendere gli esperimenti anche a altre malattie neurologiche.