Alzheimer: primi test di infusioni del plasma ‘giovane’ nei malati

Uno studio, targato Stanford University, ha sperimentato la possibilità di rallentare la progressione dell'Alzheimer attraverso l'utilizzo del plasma da sangue 'giovane'

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L’Alzheimer è una patologia che colpisce numerose persone ogni anno. Uno studio, targato Stanford University, ha sperimentato la possibilità di rallentare la progressione della patologia attraverso l’utilizzo del plasma da sangue ‘giovane’. La teoria è stata elaborata attraverso una sperimentazione sui topi ed è stata successivamente presentata alla Conferenza sull’Alzheimer in corso a Boston. I risultati indicano che la possibile terapia e’ sicura per la salutee senza effetti collaterali. Dal punto di vista terapeutico ci sarebbero indicazioni di piccoli miglioramenti.

Tali miglioramenti sono stati registrati sul campione di pazienti con un livello di Alzheimer considerato ‘medio’ e trattati settimanalmente con infusioni di plasma proveniente da giovani uomini sani e con meno di 30 anni di eta’. Secondo il personale che si prendeva cura dei malati, dopo il trattamento i pazienti hanno conversato di piu’ e sono apparsi piu’ ‘presenti’ nelle attivita’ quotidiane. Tuttavia non sono stati rilevati miglioramenti misurabili di memoria e ragionamento.

L’azienda che sta lavorando alla possibilita’ di sviluppare un prodotto a base appunto di plasma giovane, ma depurato da varie sostanze come l’immunoglobulina – la Alkahest – sta mettendo ora a punto una sperimentazione clinica su 40 malati di Alzheimer che dovrebbe dare risultati statisticamente piu’ significativi. Secondo gli autori di questi primi test, la teoria e’ che l’Alzheimer sia scatenato da processi infiammatori che il plasma ‘giovane’ contrasterebbe.