Domani la giornata del meteo spaziale: sarà dedicata alle aurore

Domani 5 marzo è la giornata del meteo spaziale e l’Agenzia Spaziale Europea (Esa) la dedica alle aurore perché “ci ricordano che viviamo sotto una stella attiva”.

A tal fine l’Esa organizza un evento a Troms, in Norvegia, per poterle anche osservare. Uno degli effetti più belli del meteo spaziale, rileva l’Agenzia, sono le aurore boreali. Questi fenomeni che disegnano bande luminose e colorate nei cieli polari si verificano quando le particelle emesse del Sole si scontrano con l’atmosfera terrestre.

Chiamate anche luci del Nord, le aurore sono belle e innocue, ma, osserva l’Esa, “ci ricordano che viviamo sotto una stella attiva che può arrecare danni reali alla vita quotidiana“. Infatti le aurore sono generate dall’attività del Sole, come le eruzioni solari, nelle quali colossali nubi di particelle vengono scagliate nello spazio e possono raggiungere il nostro pianeta.

Quando lo sciame di particelle colpisce la Terra può dare origine a tempeste geomagnetiche che come conseguenza più spettacolare hanno le aurore, ma possono disturbare le comunicazioni radio, danneggiare i satelliti, compresi quelli per il Gps, e mandare in tilt le centrali elettriche.

Un recente studio dell’Esa ha stimato che una singola tempesta magnetica, in Europa, potrebbe creare danni da circa 15 miliardi di euro e nei prossimi anni, si prevede un aumento della sensibilita’ delle nostre economie agli effetti del meteo spaziale, a causa della crescente dipendenza dai sistemi di navigazione satellitare nel trasporto e nell’aviazione.

Per questa ragione, ha spiegato l’Agenzia Spaziale Europea, è cruciale riuscire a prevedere le tempeste geomagnetiche e fornire allarmi tempestivi, come farà la futura missione europea Lagrange, per adottare misure protettive in modo da minimizzare le perdite economiche. Obiettivo del satellite sarà monitorare l’attivita’ del sole e rilevare le nubi di particelle solari che vengono scagliate verso la Terra con maggiore accuratezza rispetto a oggi.