Terremoto nel Gargano, proprio lì dove 384 anni fa si abbattè uno dei tanti tsunami Mediterranei

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Il terremoto di magnitudo 3,5 richter che alle 14:13 odierne ha colpito il Gargano, nel nord della Puglia, si è verificato nella stessa area geografica che esattamente 384 anni fa, il 30 luglio del 1627, fu devastata da un violento tsunami, ricordato come uno dei più forti della storia del Mediterraneo.

Anche l’Italia, infatti, è un Paese a rischio tsunami: non solo Giappone, Indonesia, Oceano Pacifico, Oceano Indiano ecc. ecc., ma un pò tutti i mari del mondo sono soggetti a questi fenomeni estremi, e a maggior ragione lo è un’area come quella Italo-Balcanica, fortemente esposta a eventi sismici anche violenti. La storia millenaria di due Paesi come l’Italia e la Grecia, infatti, è sugellata da maremoti anche devastanti.
Lungo le coste dell’Italia ce ne sono stati ben 72 negli ultimi due millenni, dalla nascita di Cristo ai giorni nostri. Molti sono stati di debole intensità, ma altri sono stati distruttivi e devastanti.

E non ci riferiamo solo a quello dello Stretto di Messina nel 1908, che comunque è stato uno dei più violenti. Gli eventi più devastanti del nostro Paese sono sicuramente quelli di Calabria e Sicilia, a partire dal 1783/1784 quando, durante una forte crisi sismica durata oltre un anno, le coste calabresi tirreniche furono interessate da 9 eventi di tsunami, tra cui il più disastroso del 6 febbraio 1783, con una scossa molto forte che ha provocato il distacco di una grossa parte di una montagna a ridosso di Scilla, nel Reggino Tirrenico, all’imboccatura nord dello Stretto di Messina. Questa frana, crollando in mare, generò onde di maremoto alte fino a 10 metri.

Ci sono, però, altri eventi come quelli della Liguria, tra cui lo tsunami del 1887 che colpì gran parte della Regione, e anche quelli dell’Adriatico come quello del marzo 1875 tra Rimini, Cervia, Cesenatico, Pesaro e Ancona o anche quello, più recente, del 1930 sempre tra Marche e Romagna.

Ma il 30 luglio di 384 anni fa, nel 1627, un forte tsunami colpì anche il Gargano. Il maremoto fu provocato da un violento terremoto dell’XI° grado della scala Mercalli con epicentro a nord/est di San Severo. Il terremoto provocò circa cinquemila vittime. Nel Gargano settentrionale, nei pressi del Lago di Lesina, l’acqua del mare si ritirò improvvisamente per poi tornare con veemenza, con onde alte fino a 3 metri in una zona che all’epoca era quasi completamente disabitata, ma oggi è ricca di insediamenti.

Il terremoto fece gravi danni tra San Paolo di Civitate, Torremaggiore, Serracapriola, Lesina, San Severo e Apricena. L’area danneggiata meno gravemente comprese le località costiere del Gargano, fino a Manfredonia a sud ed a Termoli, a nord.

Il terremoto fu avvertito a est fino alle isole Tremiti ed a ovest in molte località dell’Appennino dauno e della Campania, compresa la città di Napoli.

Lo tsunami provocato da quel sisma, causò l’allagamento della pianura tra Silvi e Mutignano e l’inondazione delle campagne di Sannicandro Garganico.