Incendi: stagione tragica, +66% rispetto al 2010. Adesso è allarme dissesto in vista delle piogge autunnali

Gli incendi che quest’estate hanno colpito l’Italia non hanno, fortunatamente, raggiunto i livelli drammatici dell’emergenza Texana, ma hanno comunque devastato 16.500 ettari di campagna, di cui 8.245 boscati e 8.242 non boscati: dopo alcuni anni di calo, in questa estiva sono aumentati del 66% rispetto allo scorso anno. Calabria, Sicilia, Puglia, Sardegna e Campania le Regioni più colpite, dove adesso è altissimo l’allarme per il dissesto idrogeologico soprattutto nelle aree bruciate, dove alle prime piogge autunnali si potranno scatenare frane e smottamenti, killer potenziali.

A fornire i dati degli incendi è il Corpo forestale dello Stato, che ha spiegato come quest’anno sono gia’ divampati 3.008 incendi boschivi che hanno percorso 16.487 ettari . Rispetto allo stesso periodo del 2010 si e’ registrato non solo un aumento del 66% degli incendi ma anche della superficie totale percorsa dalle fiamme: ben il 41% in piu’. E’ l’allarme lanciato dal rapporto ‘Ecosistema incendi 2011‘ di Legambiente e Protezione Civile, un monitoraggio delle azioni dei Comuni italiani nell’applicazione della legge quadro in materia di incendi boschivi.

In Italia lo scorso anno gli incendi erano diminuiti del 9% rispetto al 2009 e l’estensione delle aree percorse dal fuoco aveva subito una flessione del 36%: nel corso del 2010 su tutto il territorio nazionale si sono verificati 4.884 incendi che hanno bruciato 46.537 ettari di superficie, di cui 19.357 boscata e 27.180 non boscata.

Le regioni del sud e le isole continuano a essere il tallone d’Achille italiano: l’anno scorso in Sicilia, Sardegna, Calabria e Puglia sono andati in fumo complessivamente circa 37.000 ettari di territorio, l’80% della superficie incendiata in tutta Italia. E la situazione non cambia nei primi otto mesi del 2011: la Calabria risulta essere una delle regioni piu’ “calde” con 486 incendi, seguita da Campania e Sardegna rispettivamente con 389 e 369 roghi. Mentre in Puglia si e’ avuta la piu’ estesa superficie boscata percorsa dal fuoco (2.020 ettari), seguita dalla Sardegna (1.829 ha) e dalla Campania (914 ha). E proprio nelle regioni del sud il fenomeno degli incendi resta maggiormente legato ad interessi speculativi, anche connessi alla criminalita’ organizzata, come testimoniano i dati relativi all’attivita’ di contrasto svolta dal CFS e dalle altre forze dell’ordine: solo in Calabria nel 2010 il Corpo forestale delle Stato ha accertato 838 infrazioni ai danni del patrimonio boschivo. Tanto piu’ che, secondo l’indagine, solo il 5% dei Comuni intervistati applica pienamente la legge quadro in materia di incendi boschivi.

Gli incendi continuano a rappresentare un danno incalcolabile per il nostro patrimonio boschivo ma anche per tutte quelle realta’ che vivono delle ricchezze e delle qualita’ ambientali dei propri territori – ha sottolineato Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente – e sono proprio i comuni a svolgere un ruolo strategico e insostituibile nella mitigazione del fenomeno incendi. Tagliare i fondi agli enti locali puo’ mettere seriamente a rischio le attivita’ di monitoraggio e intervento urgente da parte dei Comuni a tutela del territorio“.

Dai piccoli ai grandi comuni, nel 2010 sono 539 le amministrazioni locali che hanno dovuto rispondere all’emergenza incendi, il 7% di tutti i comuni italiani. Di questi un terzo e’ in Sicilia (45% dei comuni siciliani interessati da incendi), 88 comuni sono in Calabria e 55 in Puglia. Il 45% dei comuni intervistati realizza campagne informative rivolte alla popolazione. Meno incoraggiante e’ il dato dell’attivita’ di formazione che le amministrazioni comunali organizzano per i loro dipendenti comunali e volontari: solo due comuni su dieci si attivano per aggiornare il personale. Buone invece le attivita’ di prevenzione con il 69% dei comuni che svolge una corretta manutenzione della rete viaria di servizio, organizza una regolare pulizia dei terreni e attivita’ selvicolturali per arginare l’innesco di piccoli focolai, e realizza viali parafuoco talvolta determinanti per bloccare l’estendersi di un eventuale incendio. Solo il 20% dei comuni organizza attivita’ di avvistamento e presidio del territorio, sia con reti strumentali che con personale sia fisso che mobile. In ogni caso, con un netto miglioramento negli ultimi anni, ben 294 (il 69%) sulle 423 amministrazioni comunali intervistate svolge complessivamente un lavoro positivo di mitigazione del rischio incendi boschivi, dimostrando una crescente sensibilita’ e attenzione verso la tutela dei boschi e delle aree forestali. Un buon risultato che pero’ non puo’ nascondere il 31% di comuni che svolgono ancora un lavoro complessivamente negativo, di cui il 9% gravemente inadempiente. Per completare il quadro bisogna segnalare anche tutte quelle realta’ positive che si distinguono per l’ottimo lavoro svolto nella mitigazione del rischio incendi boschivi. Sono 10, infatti, i comuni che ottengono quest’anno le bandiere “Bosco sicuro” per la piena applicazione della legge quadro 353/2000. Le maglie nere per l’anno 2011 tra quanti hanno risposto al questionario vanno invece in Campania a Cervino (CE), e in Calabria a Sant’Onofrio in provincia di Vibo Valentia, ancora in ritardo per la mitigazione del rischio incendi boschivi.