Terremoto in Turchia, oltre 200 morti accertati. Tante altre scosse nella notte

Il potente sisma che ha scosso all’ora di pranzo di ieri l’est della Turchia, la provincia di Van al confine con l’Iraq, ha ucciso, secondo un bilancio provvisorio destinato probabilmente ad aumentare, 217 persone, ferendone un migliaio. Un centinaio di persone sono morte a Van, capoluogo dela provicia, e 117 nel distretto di Ercis, il più colpito dal terremoto di magnitudo 7,3 richter, uno dei più forti degli ultimi anni nel paese. Secondo il bilancio fornito dal ministro degli Interni turco Idris Naim Sahin i feriti sono 1.090. Nelle città di Van ed Ercis, le più vicine all’epicentro, i soccorritori, armati di pale, scavano tra le macerie alla ricerca dei superstiti. Lavorano da ieri sera senzsa sosta, nel freddo glaciale, alla luce delle torce o dei generatori, mentre i sopravvissuti si scaldano davanti a bracieri e si accampano sotto tende di fortuna o all’aria aperta. La Croce rossa turca allestisce tende e distribuisce viver. Il premier Recep Tayyip Erdogan e vari ministri ieri sera si sono recati n visita a Van per valutare i danni e promettere che faranno tutto il necessario.Quasi 1.300 soccorritori da 38 province turche, 145 ambulanze, sei battaglioni dell’esercito, sei elicotteri e un aereo cargo sono stati inviati nell’area. Nella città di Van, dal ricco patrimonio storico, situata sulle rive di un lago circondato da montagne innevate, molti studenti della locale università sono dispersi. “E’ stato un sisma potente, tra 500 e mille persone potrebbero aver perduto al vita, ma è solo una stima” dice Mustafa Erdik, capo dell’Istituto sismologico di Kandilli, a Istanbul. Il bilancio è poi aggravato dal fatto che molte case in Turchia sono costruite senza rispettare criteri antisismici, nonostante la forte sismicità di molte aree del paese, tra cui quella colpita ieri. “La Turchia non è un paese preparato ai terremoti, per la qualità delle costruzioni. Sembra che non abbiamo imparato la lezione delle precenti catastrofi” dice Tugrul Tankut dell’università Odtu di Ankara. Molti paesi, tra cui Israele (nonostante la crisi diplomatica in corso) e Usa, hanno offerto il loro aiuto. Due violenti terremoti nel nord ovest della Turchia causarono nell’agosto e nel novembre 1999 20.000 morti. Nel 1976, un sisma uccise più di 3.800 persone a Caldiran, nella provincia di Van.

Sono tre le scosse di terremoto piu’ forti tra quelle registrate nella notte nella Turchia orientale, vicino l’epicentro del forte sisma di ieri: si tratta infatti di scosse d’assestamento. Le tre scosse, registrate tra l’una e le quattro a pochi chilometri di Van, hanno avuto la magnitudo massima di 4.8 gradi della scala Richter, secondo i rilievi del Servizio geologico Usa (Usgs). La scossa piu’ violenta di ieri ha raggiunto i 7.2 gradi e si teme che il bilancio definitivo delle vittime possa aggravarsi.

Colonne di decine di camion dell’esercito turco sono in viaggio sulla strada che da nord porta a Ercis, per portare aiuti alle popolazioni colpite dal sisma. La colonna di mezzi, anche con autobotti, si sta dirigendo a Ercis.

Nel violento terremoto è crollato anche il muro di un carcere: almeno duecento detenuti – scrive oggi la Sueddeutsche Zeitung – sono riusciti a fuggire. Ma almeno una cinquantina di loro, dopo essersi accertati delle condizioni dei propri familiari, sono rientrati volontariamente in carcere. Il sisma, seguito da numerose scosse di assestamento, ha causato la morte di 217 persone, ma il numero dei dispersi è ancora molto elevato.

La Turchia, intanto, ha respinto le offerte di aiuto giunte da tutti i paesi e non solo quella proveniente da Israele. E’ quanto ha detto un funzionario del ministero degli Esteri di Ankara, secondo quanto riporta Ynet, l’edizione online dello Yediot Ahronoth. La Turchia non ha ancora richiesto aiuto ad altri paesi, ha detto il funzionario, parlando in condizione di anonimato. Decine di paesi, tra cui Israele, hanno offerto aiuti alla Turchia dopo il sisma di ieri nella provincia orientale di Van, ma, come ha detto il funzionario, il governo di Ankara non le ha finora accettate. La precisazione del funzionario è giunta dopo che il presidente israeliano Shimon Peres ha offerto il sostegno del suo paese alla Turchia in una telefonata al suo omologo Abdullah Gul.

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