Anche stavolta la natura aveva mandato tanti segnali di preavviso. Come era già successo a Giampilieri, Scaletta Zanclea e in tutto il Messinese Jonico, che prima della tragedia del 1° ottobre 2009 aveva già subito una tremenda alluvione il 25 ottobre 2007 in cui non c’erano state vittime ma il territorio era stato devastato dalla furia della pioggia violenta, anche nel Messinese Tirrenico ci sono due recentissimi precedenti che avrebbero dovuto aprire gli occhi rispetto a quello che sarebbe potuto accadere. L’11 dicembre 2008 e il 2 novembre 2010, infatti, le zone Tirreniche della Provincia di Messina sono state colpite da due eventi alluvionali più leggeri rispetto a quello dei giorni scorsi, ma comunque estremamente violenti. Anche la dinamica meteorologica dei tre eventi è stata molto simile, con forti venti di scirocco al suolo, piogge molto violente previste solo nelle zone Joniche e poi invece concentrate nelle aree Tirreniche. Anche in quei due terribili giorni nell’area di Castroreale, Tripi, Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto caddero tra 200 e 300mm in poche ore, a causa dell’effetto “Alcantara-Agrò” spiegato benissimo da Daniele Ingemi in quest’articolo. L’11 dicembre 2008 a Castroreale, tra le località più piovose in queste situazioni (martedì scorso sono caduti 361mm di pioggia, record storico giornaliero da quasi un secolo) erano caduti 320mm di pioggia; il 2 novembre 2010 281mm. Poco meno di quest’anno ma comunque valori straordinari.
La configurazione barica dell’alluvione del 31 dicembre 1972, abbastanza simile rispetto a quella dei giorni scorsi. Il posizionamento del vortice ciclonico è identico
Proprio Daniele Ingemi ha pubblicato un altro approfondimento meteorologico estremamente interessante sulle alluvioni nel Messinese, raccontandone gli “illustri precedenti”.
Nei più recenti episodi di 11 dicembre 2008 e 2 novembre 2010, però, si è verificata la stessa “bomba d’acqua tirrenica” che pochi giorni fa ha devastato molte località della provincia.
Alla luce di quest’analisi, sono due le riflessioni che sorgono spontanee.
Innanzitutto sfatiamo definitivamente il luogo comune secondo cui l’episodio meteorologico di martedì scorso sia stato fuori dal comune. Sicuramente si tratta di un evento eccezionale in termini d’intensità, ma può succedere, è già successo altre volte e succederà ancora. Anzi sono proprio le aree Peloritane ad essere orograficamente “adatte” a subire eventi di così grossa portata.
Secondo aspetto, forse ancor più importante, è legato al campanello d’allarme che la natura aveva mandato l’anno scorso e tre anni fa, e che evidentemente nessuno ha ascoltato. Cosa è stato fatto, in questi mesi, per cautelarsi di fronte a fenomeni così violenti?
Le foto dell’alluvione dell’11 dicembre 2008 e di quella del 2 novembre 2010 tra Spadafora, Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto:
L’articolo pubblicato sempre su MeteoWeb dal nostro collega Vincenzo Privitera, di Barcellona Pozzo di Gotto, il 2 novembre 2011:
Dopo due anni si ripete l’evento estremo nel Messinese Tirrenico
Rieccoci a parlare di nuovo di alluvione a Barcellona, comune della provincia di messina, dopo neanche due anni da quella trascorsa.
Era infatti il 10 dicembre 2008 quando in 24 ore caddero 340mm e le persone persero tutto ciò che avevano di più caro, comprese delle vite umane. Abitazioni invase dal fango e dai detriti trascinati dalle acque impetuose, auto portate via dalle piene dei torrenti che avevano rotto gli argini, cantine allagate, officine con tutti i macchinari ormai distrutti, frane e smottamenti. Neanche il tempo di ricucire le ferite ed eccoci di nuovo a fare i conti con la stessa medesima situazione. Adesso sorge spontanea la domanda: ma si poteva evitare tutto ciò questa volta?
I temporali del 2 novembre 2011 sull’Italia meridionale: anche in quel caso, oltre al Messinese fu duramente colpita gran parte della Calabria
Ebbene, rammentiamo come è estremamente difficile se non addirittura impossibile dal punto di vista meteo prevedere degli eventi così estremi, che si verificano e si accaniscono in delle aree ristrette e con una violenza senza limiti. Questo è dovuto principalmente al delicato “microclima” che noi di meteoweb attenzioniamo da anni, in quanto questo territorio per una questione orografica necessita di particolari studi e approfondimenti da ricercare oltre la meteorologia. La cosa certa è che era impossibile prevedere una tale quantità di pioggia in così poco tempo, i dati parlano chiaro: in soli 3 ore a Castroreale( paesino collinare sopra Barcellona) sono caduti la bellezza di 73mm in 3 ore! E in totale 280.9mm in 24 ore!! Troppa questa pioggia per essere assorbita dal terreno ed essere poi smaltita dai vari tombini, questa volta nemmeno il torrente Longano, che divide a metà l’area del barcellonese, sembra contenere la furia delle acque e subito in poco tempo arriva oltre il livello di guardia, tanto che le autorità decidono di chiudere i ponti che ne consentono l’attraversamento.
Però va detta una cosa, fa rabbia vedere le stesse persone che da due anni cercano di ricostruirsi un futuro dopo la scorsa alluvione, di nuovo messe in ginocchio, che da soli provvedono a pulire i pozzetti con i propri mezzi per cercare di limitare quantomeno i danni. Forse è mancato un qualcosa da chi di dovere… Questa volta ha avuto la meglio l’uomo, per fortuna ha smeso di piovere. Ma chi lo dice che non torni a “piovere sul bagnato”?
E purtroppo ha piovuto di nuovo. In modo violento e, stavolta, con ripercussioni drammatiche.
I nostri approfondimenti sull’alluvione nel Messinese: