Nel numero scorso, abbiamo dato la forma matematica dell’ indice di Walker (Southern Oscillation Index – SOI). In pratica, quando la differenza di pressione tra Tahiti e Darwin è circa uguale al suo valore medio, l’ indice SOI assume il valore “0”. Quando la differenza delle pressione è più alta della media l’indice SOI ha valori positivi ed assume un valore uguale a +10 quando la variazione è uguale alla “variazione standard”. Se invece la pressione è più bassa della media, l’indice SOI assume valori negativi. L’ indice così calcolato, su base mensile, ha valori compresi tra + 35 e -35». La particolarità di questo indice, calcolato nei vari mesi degli anni sui quali si disponeva dei dati, è che esso presenta un andamento oscillante, con periodo principale di durata tra quattro e cinque anni. Per questo motivo l’ Oscillazione Meridionale viene detta “quasi biennale”, nel senso che ogni due anni passa da un massimo ad un minimo. Oggi si è visto che il periodo di oscillazione non è esattamente costante, ciò perché le cause che la producono sono sicuramente molte, anche se quella, tuttora ignota, che ne determina il periodo di quattro anni sembra essere la principale.
Vediamo adesso come la differenza di pressione tra Tahiti e Darwin è legata al Niño.
Quando la differenza di pressione è più alta della media (SOI con valori positivi), gli alisei soffiano più forte e la differenza di temperatura delle acque del mare, tra le coste dell’ Indonesia e quelle dell’ Ecuador è più elevata. In questo caso il tratto di oceano davanti all’Ecuador ha una temperatura superficiale leggermente inferiore alla media, la risorgenza è più forte ed il mare più pescoso del solito. Questo evento, che come tutti quelli positivi passano quasi inosservati perché nessuno se ne lamenta, adesso ha un nome. Per contrapporlo al fenomeno del Niño esso è stato chiamato “La Niña”.
Quando la differenza di pressione è più bassa della media (SOI con valori negativi), gli alisei sono più deboli, il fenomeno della risorgenza è meno attivo e la temperatura superficiale del mare in prossimità dell’ Ecuador è più alta del solito. In effetti il mare in corrispondenza delle coste asiatiche è sempre più caldo che in prossimità dell’ Ecuador, ma la differenza è minore di quanto lo sia in media. In questo caso siamo in presenza del fenomeno del Niño. Per rendere più obiettiva la definizione, gli scienziati di tutto il mondo sono concordi nel definire che il fenomeno si manifesta quando la superficie della parte centrale dell’Oceano Pacifico manifesta un incremento della temperatura di almeno 0,5°C, che si mantiene per un periodo di tempo non inferiore ai 5 mesi.
In alcuni casi in cui l’indice negativo assume valori molto elevati, gli alisei possono addirittura diventare contrari, cioè soffiano verso est anzicchè verso ovest. In questi casi il fenomeno del Nino è molto forte e sono questi i casi in cui gli effetti sono stati catastrofici. In sintesi, in corrispondenza del rallentamento degli alisei, la circolazione sull’oceano si spezza in più cellule, le zone di convergenza ascensionale diventano due, una sulla Polinesia e l’altra vicino al Messico ed inoltre sono meno intense che nella media. Si formano anche due zone di correnti discendenti, che sono causa di siccità, una sull’Indonesia e l’altra nel centro dell’Oceano Pacifico.
Nel complesso, quando gli alisei soffiano meno intensamente del loro valore medio, avvengono una serie di fenomeni, di cui quello del Niño è solo il più conosciuto, che qui possiamo sintetizzare:
1. La superficie del mare in prossimità del Perù e dell’ Ecuador, si riscalda, in quanto si indebolisce sia il fenomeno della risorgenza che porta acqua fredda direttamente dalle profondità oceaniche, sia la Corrente di Humboldt, che porta acqua fredda dalle basse latitudini. (Fenomeno del Niño propriamente detto ).
2. A causa dell’ indebolimento della risorgenza, le acque davanti alle coste americane sono meno ricche di plancton rispetto alla norma, per cui esse risultano meno pescose.
3. In Indonesia non si hanno le piogge abbondanti che solitamente avvengono, ma un periodo relativamente siccitoso, che favorisce gli incendi.
4. Sulle coste occidentali del Messico si verificano violenti temporali.
Nel prossimo numero, che sarà quello conclusivo, mostreremo una serie di grafici che chiariranno ancora meglio lo svolgersi del fenomeno.


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