Piogge e temporali sempre più forti e frequenti nel Mediterraneo e lunghi periodi anticiclonici in Europa: è un’anomalia che ormai sta diventando normalità

I temporali di ieri nel Canale di Sicilia

I nuovi eventi meteorologici estremi che nelle scorse ore hanno colpito il cuore del Mediterraneo, devastando Malta e provocando danni anche in Tunisia sono solo l’ultimo episodio di un autunno particolarmente zeppo di eveni meteo violenti nel Mediterraneo, tra l’Europa meridionale e l’Africa settentrionale. In queste aree non solo piove molto più forte rispetto al passato, ma anche molto più spesso: abbiamo già parlato dei record assoluti di pioggia battuti in Sicilia in quest’autunno estremamente piovoso in tutto il sud Italia, soprattutto nella Puglia centro/meridionale, in Calabria, Sicilia e Sardegna.
Tutto ciò accade mentre il centro/nord dell’Italia è colpito da una storica siccità tra Toscana, Umbria, Marche e Romagna. Proprio in Romagna da tre giorni l’acqua è razionata.

Questa situazione che ci mostra un’Italia climaticamente capovolta dal punto di vista pluviometrico dopo che per lunghi periodi, nei mesi scorsi, lo è stata anche dal punto di vista termico, è legata a una netta anomalia barica che – seppur a fasi alterne – perdura ormai da molti anni (in modo così frequente dalla primavera 2002 fino ai giorni nostri), e che ha determinato in questi ultimi anni un nettissimo aumento delle precipitazioni proprio nelle aree dell’Italia meridionale e più in generale nel Mediterraneo, a fronte di un relativo calo delle piogge nell’Italia centro/settentrionale e nell’Europa centrale, dove sono sempre più frequenti lunghi e aridi periodi di anticiclone.

Quest’anomalia è dovuta a una falla barica nord Africana che attira molte perturbazioni tra Algeria e Tunisia, da dove poi si muovono verso il Mediterraneo: ogni anno, d’autunno, nelle ultime stagioni, il sud dell’Italia è stato bersagliato da autentiche “bombe d’acqua” provenienti dal nord Africa proprio a causa di questa nuova configurazione sinottica su scala continentale, che a sua volta determina la presenza di possenti anticicloni a più alte latitudini, tra l’Italia centro/settentrionale e l’Europa centrale, dove oggi finisce un mese da record storici in termini di (poca) pioggia caduta.

Certo, non è il primo anno che per dare il via alla stagione sciistica sulle Alpi bisogna aspettare dicembre inoltrato; erano stati molto più eccezionali gli straordinari accumuli nevosi che già a novembre avevano “abituato bene” gli sciatori e gli operatori turistici delle Alpi che già di questi tempi potevano godere di metri di neve a quote medie. Ma 2009 e 2010 sono stati due autunni eccezionalmente nevosi sulle Alpi, in alcuni casi da record.

Intanto la situazione della siccità in Toscana, Romagna, Umbria e Marche è sempre più preoccupante anche perchè nei prossimi giorni pioverà davvero poco, e le precipitazioni attese fino a qualche ora fa sono state smorzate dai centri di calcolo.

Insomma, questa evidente anomalia barica tende sempre più a diventare una normalità. Come quell’Italia che avevamo capovolto quasi per scherzo due mesi fa commentando un’analoga situazione negli ultimi giorni del mese di settembre.

Ecco, intanto, alcuni video abbastanza rappresentativi dell’attuale situazione meteo/climatica:

Il lago Bilancino a secco:

Le tempeste di ieri a Malta:

https://www.youtube.com/watch?v=uh3xkjEf7jk

https://www.youtube.com/watch?v=zzW1j9QiNbw

https://www.youtube.com/watch?v=RzgDXD4oRY8

Il possente anticiclone Europeo mentre nel Mediterraneo imperversa il maltempo