Gennaio 2012, che inizio! Subito maltempo tempestoso in Italia e in Europa, poi sulla scopa della Befana arriva una “bomba” di neve al sud

MeteoWeb
Una mappa sinottica di Ecmwf per venerdì 6 gennaio

Mentre il sud Italia è colpito in queste ore da una sfurata fredda e nevosa, con temporali localmente intensi, non possiamo non dare uno sguardo alle prospettive meteorologiche per l’inizio del nuovo anno, anche perchè l’evoluzione è estremamente interessante alla luce degli ultimi aggiornamenti dei principali centri di calcolo. Abbiamo già scritto e ripetuto in tutte le salse, vedi il nostro ultimo aggiornamento previsionale in merito al Capodanno, che l’anno nuovo inizierà con una splendida giornata di sole. Domenica 1, infatti, le condizioni del tempo miglioreranno ovunque e splenderà il sole su gran parte d’Italia, con qualche nube in più al centro/nord dove comunque in prevalenza il cielo sarà sereno o poco nuvoloso. Anche le temperature aumenteranno di diversi gradi centigradi, a causa dell’arrivo dell’anticiclone delle Azzorre che darà l’illusione di un nuovo anno all’insegna della quiete meteorologica. Ma, appunto, sarà solo un’illusione. Neanche il tempo di ricaricare le batterie dopo feste, spumanti e cenoni che già all’inizio della prima settimana di gennaio, nella giornata di lunedì 2, ci sarà un brusco peggioramento che interesserà prevalentemente il centro/nord Italia, specie nel pomeriggio/sera, con piogge sparse e nevicate abbondanti sui versanti meridionali delle Alpi e sulle cime dell’Appennino settentrionale. E’ la prima vera perturbazione Atlantica con tipica Genova Low e saccatura sul nord Italia di questa stagione, e determinerà forti temporali tra Liguria di levante e alta Toscana, piogge torrenziali al nord/est e precipitazioni sparse in tutto il centro/nord, specie nelle Regioni Tirreniche. La neve cadrà dai 1.100/1.200 metri in sù sulle Alpi, localmente anche a quote più basse, mentre sull’Appennino Ligure e Tosco/Emiliano solo oltre i 1.400/1.600 metri. Altrove (Umbria, Marche, Lazio e zone interne dell’Abruzzo), oltre i 1.600/1.700 metri. Al centro/sud, invece, quella di lunedì sarà una mite e piacevole giornata di sole, senza vento e con temperature massime tra +16 e +18°C in Puglia, Calabria e Sicilia.

Sempre ECMWF (a 500 e 850hPa) per venerdì 6 gennaio

Nella giornata successiva, martedì 3 gennaio, il maltempo scivolerà giù al centro/sud e le temperature torneranno a diminuire in tutt’Italia. Nevicherà sui rilievi Appenninici oltre i 1.000 metri al centro e oltre i 1.300 metri al sud, con precipitazioni sparse, localmente forti nelle zone Tirreniche, specie tra Lazio, Campania e Calabria.
Ma dal pomeriggio di martedì tutta l’attenzione sarà calamitata sul nord Europa, dove arriverà una violentissima tempesta Atlantica che sferzerà il Regno Unito e la penisola Scandinava. Questa tempesta potrebbe essere la più violenta di tutta la stagione, e nelle ultime settimane si sono susseguite almeno 6 furiose perturbazioni di cui abbiamo già parlato, con danni ingenti (di cui l’ultima di pochissimi giorni fa).
Questa tempesta avrà molte caratteristiche in comune con i cicloni extratropicali, oltre a scatenare venti di uragano nel mare del Nord. Il centro di bassa pressione, infatti, scenderà fino a 940 millibàr o forse anche meno, cosa rarissima sul continente Europeo, e intorno al nucleo principale ruoteranno venti fortissimi, ancora una volta fino a 200km/h sulle isole Britanniche e nella penisola Scandinava, dove la tempesta arriverà nella giornata di mercoledì 4.

Tra la sera di giovedì 5 e la mattina di sabato 7 gennaio una furiosa tempesta di venti potrebbe colpire il sud

Poi, seguendo esattamente lo stesso corridoio delle ultime perturbazioni nord Atlantiche (tra cui quella in atto sull’Italia), anche questa tempesta scenderà verso sud, diretta principalmente sui Balcani, ma la falla barica sull’Italia centro/meridionale la richiamerà più a ovest nel Mediterraneo, portandone nuclei freddi e perturbati prorio sull’Italia dove si verificherebbe una ciclogenesi Mediterranea che alimenterebbe il maltempo per almeno un paio di giorni. Queste manovre si verificheranno nella giornata di giovedì 5, con l’arrivo delle prime masse d’aria fredde sul nostro Paese da nord/est nel pomeriggio/sera.
Ma il giorno “clou” di questa nuova perturbazione fredda in Italia sarà quello dell’Epifania, venerdì 6 gennaio, quando – stando alle mappe attuali – potrebbe verificarsi un episodio davvero estremi per il centro/sud, con precipitazioni torrenziali provocate da intensi temporali, venti di burrasca fino a quasi 150km/h, mareggiate e copiosissime nevicate sui rilievi Appenninici sin dalle basse quote. I principali centri di calcolo (il britannico ECMWF del centro Reading e l’americano GFS) concordano su quest’ipotesi che non è più un’analisi a lungo termine o addirittura di fanta-meteo, ma di medio periodo in quanto dista ormai appena 6 giorni.
Le masse d’aria in arrivo da nord/est, ancora una volta non saranno molto fredde ai bassi strati innanzitutto perchè si tratta di aria polare marittima proveniente dal nord Atlantico, e in secondo luogo perchè l’inverno sta latitando su gran parte d’Europa e al suolo non c’è freddo praticamente in nessun Paese, nè in Russia nè in Scandinavia, nè tantomeno nel resto d’Europa. Dopotutto, per l’Italia si tratterebbe comunque di valori inferiori rispetto alle medie del periodo, ma in queste situazioni il dato della temperatura al suolo non ha grande importanza. L’abbiamo visto nelle ultime ondate di freddo e maltempo che hanno avuto effetti simili a incursioni gelide da est, sia nei fenomeni (neve e quota neve) che nelle basse temperature, pur trattandosi di aria polare marittima con isoterme non bassissime al suolo e con zero termico non eccessivamente in basso nella libera atmosfera.
Come spieghiamo in molti articoli da settimane, caratteristiche dell’aria artica polare marittima sono proprio quelle di essere più calda ai bassi strati dopo aver attraversato vaste superfici oceaniche, ma di mantenere un nocciolo gelido in quota che è pronto a riversarsi rapidamente ai bassi strati nel corso delle intense precipitazioni; inoltre l’aria è decisamente secca, con un dew point bassissimo tanto che la neve può cadere copiosa e accumularsi in abbondanza anche con temperature superiori allo zero. I forti venti e le turbolenze in quota fanno il resto, per acuire la sensazione di freddo. Inoltre la nascita di un centro di bassa pressione intorno all’Italia (che per il giorno dell’Epifania potrebbe essere più profondo di 990 millibàr sullo Jonio!) deve sempre far pensare sull’effettiva validità delle mappe a 850hPa, in quanto se la pressione è così bassa 850hPa non equivalgono ai consueti 1.500/1.550 metri di altitudine ma a diverse centinaia di metri più in basso.
In sostanza, nel giorno dell’Epifania l’Italia Appenninica potrebbe vivere davvero un poderoso evento nevoso, provocato da una situazione avvezza a fenomeni particolarmente estremi.

Siamo e saremo ancora, anche dopo l’Epifania, in attesa della vera svolta barica stagionale che interromperà questo fortissimo flusso zonale Atlantico, dando uno stop alla corrente a getto e consentendo al vortice polare di potersi fiondare a più basse latitudini, portando il vero inverno su gran parte d’Europa. Questa svolta, come scriviamo da tempo, potrebbe verificarsi dopo la prima decade di gennaio o probabilmente nella seconda metà del mese, per poi vivere la fase “clou” dell’inverno proprio tra fine gennaio, febbraio e inizio marzo.
Ma intanto rischiamo di vederci passare davanti continui eventi prettamente invernali, aspettando questa svolta barica e dimenticandoci che in Italia è pieno inverno ormai da più di quindici giorni e che dopo una prima metà di dicembre decisamente mite e anticiclonica, abbiamo avuto una seconda metà del mese particolarmente perturbata e fredda, soprattutto al centro/sud. Proprio in quel centro/sud che rischia di vedere una calza della Befana piena di neve, freddo e maltempo e che – ogni giorno ce ne convinciamo di più – è in pole-position per vivere in questa stagione invernale numersi episodi di gelo e neve fin a bassissime quote.