Il grande gelo sta già avanzando: a inizio febbraio una delle più forti ondate fredde degli ultimi 50 anni, Europa e Italia a rischio paralisi

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Un brivido gelido sta percorrendo la schiena dei meteo/appassionati che ieri sera si sono coricati (chi c’è riuscito!) con l’incubo di svegliarsi stamattina e osservare, nelle mappe, un clamoroso ritrattamento che avrebbe cancellato le previsioni di grande burian per la prossima settimana. Ma noi lo abbiamo scritto nella notte, ormai l’arrivo del gelo Siberiano è cosa fatta, la tendenza non può cambiare: in gioco ci sono ancora i dettagli e in merito a questi, gli aggiornamenti odierni dei principali centri di calcolo sono ancor più impressionanti rispetto ai giorni scorsi. La prossima settimana l’Italia potrebbe vivere un evento di gelo e neve di proporzioni davvero storiche, tra i più intensi di almeno l’ultimo mezzo secolo, e per questo motivo tutti gli appassionati di meteorologia denotano in queste ore ansia e frenesia nell’attesa di un evento sognato una vita, tale da rimanere impresso nella memoria e di essere tramandato di generazione in generazione, come alcuni nostri genitori possono fare per il 1956 o i nonni per il 1929.

La situazione è in procinto di precipitare verso una soglia critica di freddo e neve su vaste porzioni del continente Europeo, e il pensiero corre subito ad annate che solo i nostri padri o nonni hanno potuto sperimentare e vivere in prima persona, sì quelle annate quando gelava tutto per giorni, settimane, mesi. Quando a Londra c’era il “Festival del Ghiaccio” sul Tamigi e la laguna di Venezia congelava per gran parte dell’inverno.

Non a caso ad oggi, se si possono capire i movimenti barici in linea di massima, possiamo ormai esser certi che qualcosa di straordinario, eccezionale e molto molto raro è in procinto di avvolgere mezzo continente dove si corre purtroppo anche il concreto rischio di un clamoroso tilt in molte Nazioni date le termiche impressionanti che potranno toccarsi e per molti giorni. Trasporti e agricoltura sono i settori più a rischio, ed è bene iniziare a lanciare una preallerta.

Anche in altri episodi freddi e nevosi l’Europa e l’Italia andarono in tilt, ma parliamo di altre epoche: nel mondo di oggi siamo molto più dipendenti dalla benzina, dall’energia elettrica e da altri elementi che sono di primaria importanza, e che potrebbero avere dei seri problemi a causa diquella che si prospetta come una delle più potenti ondate di freddo russo/siberiano da almeno 50 anni.

E l’Italia? Una domanda che ad oggi trova risposta solo per l’ormai certa vicinanza dell’evento che, se da un lato è ormai realtà, lo stesso non lo si può dar per scontato per la sua intensità e durata.

Infatti se dovessimo stilare una media ad oggi di alcuni modelli, salta all’cchio come l’evento di BURIAN rischia di passare da un evento di forte intensità a uno di estrema e straordinaria intensità, proprio grazie ad un ponte di wejkoff che in base alla sua durata potrebbe consentire l’entrata di isoterme pazzesche e difficilmente riscontrabili se non in 2 rarissime occasioni (Febbraio 1929-Febbraio 1956).

Vi rimandiamo ai prossimi giorni con ulteriori aggiornamenti su questa che rischia di essere una ondata di gelo e neve eccezionale e rarissima per vaste zone del Continente nonchè dell’Italia.

Nella mappa principale a corredo dell’articolo notiamo addirittura temperature di -24°C a 850hpa vicinissime al nord/est Italiano.
Sarà davvero così estremo? Lo scopriremo prestissimo, continuate a seguirci …