Previsioni Meteo: occhio all’inverno, adesso fa sul serio! Confermata la “bomba” di neve dell’Epifania, subito dopo la svolta stagionale

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    MeteoWeb

    Il 2012 è iniziato da poche ore e dal punto di vista meteorologico è caratterizzato da una splendida giornata di sole su gran parte d’Italia, con temperature in generale aumento. Ma sul fronte previsionale sono tantissime le novità, alcune delle quali importantissime. Innanzitutto sono confermate le previsioni di qualche giorno fa, con un forte peggioramento tra domani e martedì in tutt’Italia, prima al centro/nord e poi al sud, e poi con l’arrivo di un’autentica “bomba” di neve sul centro/sud nel giorno dell’Epifania. Già dalla sera di giovedì 5 gennaio sull’Italia nord/orientale inizierà un’imponente irruzione fredda proveniente dalla Scandinavia, ma di origine Atlantica, che fino a sabato 7 porterà condizioni meteorologiche davvero tempestose su gran parte del Paese, con venti impetuosi, mareggiate a tratti violente, precipitazioni abbondanti e copiose nevicate fin dalle colline degli Appennini. Ancora una volta, il nord rimarrà a guardare mentre il centro/sud sarà sferzato da tempeste di neve.
    La novità ulteriore è che subito dopo, tra 10 e 11 gennaio quindi la prossima settimana, potrebbe verificarsi l’attesissima svolta stagionale con la risalita dell’anticiclone delle Azzorre verso l’alto Atlantico, il blocco della corrente a getto e del flusso zonale che da ormai oltre un mese caratterizza il clima Europeo, e l’arrivo di masse d’aria polari molto fredde sull’Italia da nord/est, tramite la Scandinavia e l’Europa centro/orientale dove finalmente inizierà un inverno fin qui anonimo.
    Ma andiamo con ordine: del peggioramento di domani e dopodomani parleremo a breve in un apposito aggiornamento degli Avvisi Meteo. Quella di mercoledì 4 gennaio sarà una giornata di transizione in vista del brusco peggioramento freddo dei giorni successivi. Ma intanto proprio tra martedì 3 e mercoledì 4 l’Europa settentrionale sarà sferzata da questa violentissima tempesta Atlantica che dall’oceano interesserà prima il Regno Unito e poi la Scandinavia, con un centro di bassa pressione profondo fino a 945 millibàr circa, venti fino a 200km/h, mareggiate devastanti e piogge torrenziali per l’ennesima volta in questa prima parte d’inverno. Sarà la sesta tempesta di tale portata da inizio dicembre, ma probabilmente anche l’ultima viste le prospettive di cambiamento nell’assetto barico dal 10/11 in poi. Di questo, però, parleremo più avanti. Torniamo alla “nostra” tempesta, che una volta arrivata sulla Scandinavia si abbasserà di latitudine dirigendosi sui Balcani. Scendendo verso sud, la saccatura di origine nord Atlantica, caratterizzata da masse d’aria molto fredde d’estrazione Groenlandese, quindi polare marittima (come quelle che hanno a più riprese investito l’Italia già nella seconda metà di dicembre), sarà richiamata sul nostro Paese dalla falla barica Mediterranea che resiste da mesi proprio al sud Italia.
    E’ abbastanza insolito, infatti, che l’aria artica polare marittima, proveniente dal nord Atlantico, arrivi in Italia entrando da quella che solitamente è la porta della bora, cioè da nord/est. Da lì, di solito, arrivano le irruzioni d’aria fredda Artica o Siberiana, mentre l’aria polare marittima arriva nel nostro Paese dalla Valle del Rodano, da nord/ovest. Quest’anno si sta ripetendo più volte che arrivi da nord/est per un mix fondamentale di due fattori: la fortissima corrente a getto che alimenta queste furibonde tempeste nel nord Europa, e la falla barica sul sud Italia che le attira nel nostro Paese; altrimenti queste profonde perturbazioni sarebbero sfilate via da ovest verso est senza neanche sfiorare la Penisola Italiana.
    Quella del 5-6-7 gennaio sarà molto probabilmente l’ultima tempesta simile, ma senza dubbio si prospetta come la più intensa da tutti i punti di vista: freddo, precipitazioni, venti.
    Già da giovedì 5 gennaio, infatti, un fortissimo maestrale con raffiche fino a oltre 150km/h inizierà a sferzare la Sardegna, il Canale di Sicilia e il mar Tirreno, con le prime abbondanti precipitazioni nevose che si addosseranno sui versanti esteri dell’arco Alpino, dove ancora una volta ci saranno nevicate copiosissime. Migliaia di località Francesi, Svizzere e Austriache verranno letteralmente sommerse da metri di neve lì dove già al suolo ci sono accumuli eccezionali, dopo un dicembre da record. Niente neve, invece, sulle Alpi italiane con ancora venti di favonio in pianura Padana, dove splenderà il sole e le massime arriveranno a superare i +10°C.
    Il giorno dell’Epifania, venerdì 6 gennaio, sarà il giorno “clou” di questo violento peggioramento, con l’arrivo di un’autentica “bomba” di neve sull’Italia centro/meridionale. Nel mar Jonio si posizionerà un profondissimo centro di bassa pressione che muovendosi dal Golfo di Taranto, dove dovrebbe nascere (con la classica “Taranto-Low”), verso la Grecia si approfondirà fino a 987 millibàr o forse anche di più, generando fortissimi venti data la ristrettezza delle isobare dovute al promontorio anticiclonico in risalita dalle Azzorre sull’Europa centro/occidentale. Sulle Alpi occidentali, tra Piemonte e Valle d’Aosta, la pressione sarà di 1030 millibàr mentre sul Salento toccherà i 990 millibàr: un gradiente barico spaventoso, in grado di generare venti ben superiori ai 120km/h su gran parte della Penisola, che potrebbe essere colpite da una tempesta eolica di proporzioni davvero notevoli, con raffiche vicine ai 200km/h se non superiori su vette e valli Appenniniche con il rischio di danni ingentissimi. Di conseguenza, i mari tutt’intorno al Paese sarebbero agitati con violente mareggiate nelle coste esposte. Dopotutto manca ancora qualche giorno e, per quanto la probabilità che uno scenario del genere venga confermato sia alta, non è una previsione definitiva: ne parleremo meglio nei prossimi aggiornamenti, quando avvicinandoci all’evento avremo più dettagli a disposizione. Ma la tempesta non sarà caratterizzata solo da forti venti e violente mareggiate. Arriverà anche freddo. Molto freddo, soprattutto in quota, come da caratteristiche dell’aria artica polare marittima.
    Secondo le ultime emissioni, noccioli vicinissimi ai -35°C a 500hPa dovrebbero attraversare tutta l’Italia arrivando fin in Sicilia, con al suolo isoterme in contemporanea tra -3 e -4°C a 850hPa. Prevedere la quota neve non è semplice, perchè si tratta di un’irruzione assolutamente atipica, proveniente da nord/est ma con aria artica polare marittima. Dopotutto, stando agli attuali aggiornamenti dei principali centri di calcolo, la “dama bianca” dovrebbe scendere fin a bassissima quota, quasi fin su coste e pianure, anche all’estremo sud, con accumuli dai 200300 metri, abbondanti sin dalle basse colline e copiosissimi in montagna.
    Le precipitazioni più intense e abbondanti, anche con forti temporali, dovrebbero verificarsi nel basso Tirreno, tra Calabria e Sicilia, e nelle Regioni del medio/basso Adriatico, tra Abruzzo, Molise e Puglia. Nevicherà ancora copiosamente dove la neve è già caduta a più riprese nelle scorse settimane, e gli accumuli più abbondanti si registreranno sulle dorsali Appenniniche di Abruzzo e Molise, e nelle montagne Siciliane esposte al Tirreno, Madonie e Nebrodi, dove già adesso c’è moltissima neve.
    Anche sabato 7 gennaio insisteranno freddo, maltempo e forti venti mentre la perturbazione, lentamente, si allontanerà verso la Grecia: sarà il giorno con le temperature più basse al suolo e con fenomeni residui ancora intensi specie in mattinata. Questa “tempesta”, oltre a essere particolarmente intensa, sarà anche abbastanza duratura. Solo domenica 8 ci sarà un timido e graduale miglioramento, ma ancora con freddo.

    Per quanto concerne il lungo termine, tra 10 e 11 gennaio potrebbe verificarsi l’attesa svolta stagionale come abbiamo già anticipato nel corso di quest’articolo. La proiezione del modello ECMWF, tra i migliori nell’analisi del lungo termine, è eloquente: sarebbe finalmente l’inizio del vero inverno su un’Europa che ha avuto un dicembre tempestoso, piovoso e molto ventoso ma decisamente caldo, con anomalie positive straordinarie soprattutto in Russia e Scandinavia dove c’è pochissima neve e siamo a inizio gennaio. Una situazione determinata da una continua poderosa zonalità Atlantica che, interrompendosi, andrebbe a generare condizioni meteo assolutamente favorevoli per l’arrivo di masse d’aria gelide stavolta anche al suolo sull’Italia, in quanto non si tratterebbe più di artica polare marittima ma di masse d’aria provenienti direttamente dal polo senza passare su superfici marine, tramite la Russia o la Scandinavia. In pole position ancora una volta il centro/sud e le Regioni Adriatiche. Più tempo passa e più ci convinciamo che – come scritto già da oltre un mese – questo non sarà certo l’inverno del nord, dopo stagioni straordinarie in termini di freddo e neve negli ultimi anni.