Il pesce d’aprile di MeteoWeb: tra rischio tsunami e un vulcano che non c’è…

MeteoWeb

Senza dubbio ha funzionato il pesce d’aprile di MeteoWeb: in tanti ci sono “cascati” facendosi una bella risata e “girando” lo scherzo ai loro amici ancora ignari; qualcuno si è anche armato di macchina fotografica ed è scappato di corsa sul lungomare per fotografare lo spettacolo della natura di un vulcano che però non esiste.
Il “vulcano sottomarino in eruzione nello Stretto” è una burla ideata dalla nostra redazione con tanto di immagini in tempo reale in cui si esplicita immediatamente l’entità dello scherzo legato alla giornata odierna, quel 1° aprile che da secoli, nel mondo, fa impazzire la gente a causa di notizie completamente inventate diffuse dai mass media.

Certamente non abbiamo raggiunto i livelli di Orson Welles che nel 1938 ha raccontato alla radio un’invasione di alieni che si consumava davanti ai suoi occhi calamitanto l’attenzione di milioni di ascoltatori convinti che fosse vero, nè quelli della BBC che nel 1957 annunciò che grazie alle condizioni meteo favorevoli i contadini svizzeri erano riusciti a ottenere un raccolto-record di spaghetti. Ancor più divertente, un paio di anni fa, la burla del “google translate per animali“, il traduttore online che avrebbe consentito, avvicinando il computer a un cane, un gatto o a qualsiasi altro animale, di tradurre in lingua italiana ogni verso animale. E poi c’è ancora il 1989 a Londra, quando migliaia di automobilisti che guidavano sull’autostrada fuori la capitale sostennero di aver visto un disco volante scendere sulla città. L’ UFO sarebbe atterrato nella periferia della città, e che al suo atterraggio si sarebbe aperta una porta dalla quale sarebbe uscito un alieno. In realtà, l’UFO era un pallone-scherzo costruito da Richard Branson, presidente della Virgin, realizzato per sembrare un UFO.
Il più catastrofico di tutti, però, è stato quello del 31 marzo del 1940, quando il Franklin Institute fece una dichiarazione sconcertante: “il mondo finirà domani“. Questo il messaggio che venne trasmesso via radio: “Le voste peggiori paure che il mondo finirà sono confermate dagli astronomi del Franklin Institute, Philadelphia. Gli scienziati prevedono che il mondo finirà alle 3 pomeridiane domani. Non è un pesce d’aprile. La conferma può essere ottenuta da Wagner schlesinger, direttore del Fels Planetarium della città“.

Ma senza dubbio gli oltre novemila “mi piace” di facebook ricevuti negli articoli del nostro pesce d’aprile sono un’etichetta che testimonia quanto il nostro scherzo possa esser stato gradito dagli internauti.
Certo, qualcuno ci ha anche rimproverato di aver spaventato la gente e scatenato paure; d’altra parte non siamo perfetti.
Ma quello di MeteoWeb di oggi non vuole essere solo uno scherzo fatto “tanto per“, solo così per far sorridere. E’ anche uno scherzo che, sfruttando il pretesto del pesce d’aprile, vuole far riflettere su una tematica tremendamente seria: il vero rischio sismico e vulcanico che interessa molte zone d’Italia per vari motivi, anche per i vulcani sottomarini come il Marsili o il Vavilov o ancora quello scoperto pochi anni fa dagli esperti appena a largo di Tropea e Capo Vaticano.
Proprio dalle pagine di MeteoWeb, tempo fa, il prof. Franco Ortolani, ordinario di geologia e Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio, Università di Napoli Federico II, ha pubblicato un articolo in cui apre gli occhi sulle “coste italiane a rischio tsunami e la legge che verrà… il giorno dopo“. In tutto questo tempo, però, non è cambiato nulla.
E’ bastato che stamattina il nostro giornale online pubblicasse un pesce d’aprile su un’eruzione vulcanica e un rischio tsunami, a scatenare il panico: significa che nessuno ha pensato, in questi anni, ad attivarsi per adottare le adeguate misure di conoscenza e prevenzione rispetto a questi fenomeni, a tutela della popolazione. E anche la popolazione, a sua volta, non si è affatto informata come avrebbe dovuto, prendendo coscienza delle problematiche in modo serio, lasciandosi ingannare da un’eruzione di un vulcano che si verifica lì dove un vulcano non c’è.

E allora speriamo che questa nostra burla odierna possa servire a smuovere le coscienze di chi vive e di chi amministra le aree che sono potenzialmente esposte a questi fenomeni, perchè lo dice la storia in quanto si sono già verificati in passato.
Conoscenza e prevenzione sono le uniche armi per difendersi da questi fenomeni naturali salvaguardando la propria incolumità senza andare nel panico.