Le tracce stellari dovute al moto di rotazione terrestre

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    La Terra è paragonabile ad una sfera, leggermente schiacciata ai poli, che ruota insieme al proprio asse. Tecnicamente viene definita geoide, molto simile ad un ellissoide generato dalla rotazione di un’ellisse attorno al proprio asse minore. Se non si riuscissero ad osservare le stelle oltre l’atmosfera terrestre, sarebbe difficile dimostrare il suo movimento, dal momento che tutto ciò che si trova immediatamente intorno, ruota insieme ad essa. Poiché la Terra ruota da Ovest verso Est abbiamo l’impressione che la volta celeste si muova nella direzione opposta, da est verso Ovest. Lo notiamo tutti i giorni osservando principalmente il Sole dall’alba al tramonto, così come le stelle e gli altri corpi del firmamento. Il moto apparente delle stelle nel cielo, tuttavia, non è identico per ogni parte del mondo, ma dipende dal luogo in cui osserviamo. Determinante è la latitudine del punto in cui ci troviamo. Un ipotetico osservatore dal Canada ad esempio, vede le stelle allo stesso modo di chi sta in Europa centrale o nel Nord del Giappone; la stessa cosa avviene per gli abitanti di Buenos Aires, Città del Capo e Adelaide. Se questo osservatore osservasse da 90°N il Polo Nord celeste, individuato dalla stella polare, questo corrisponderebbe allo zenit, ossia il punto sopra la propria testa. Da questa posizione l’equatore celeste risulterebbe parallelo all’orizzonte. All’equatore è possibile osservare le stelle di tutto il firmamento, in quanto si tratta di una linea immaginaria che parte dall’orizzonte e passa proprio per lo zenit. Le stelle sorgono ad est e tramontano sotto l’orizzonte ad Ovest percorrendo una linea retta. E dall’Italia? Per le località a queste latitudini vi è una parte di cielo costantemente invisibile, quella dell’emisfero australe. Al contrario, la regione nei pressi del polo rimane costantemente visibile, e le stelle prendono il nome di circumpolari, con una visibilità sempre maggiore quanto più l’osservatore si trovi in prossimità del polo. Nelle immagini correlate a questo articolo, scattate dall’Aspromonte da Filippo Armonio e gentilmente concesse a MeteoWeb, si possono osservare le tracce stellari dovute proprio alla rotazione del nostro pianeta, che in assenza di una montatura dotata di inseguimento, denota la traccia luminosa dovuta ad un’esposizione prolungata.