Intervista al Colonnello Morico: “può nevicare anche con temperatura sopra lo zero, e ci sono vari tipi di neve”

MeteoWeb

Ieri mattina Messina si è imbiancata per un meraviglioso rovescio di neve tonda (qui le foto) che ha regalato una domenica di grande gioia a tutti i bambini peloritani, che hanno ammirato le spiagge innevate per ore e hanno potuto giocare a palle di neve e costruire pupazzi tra le vie del centro, dove la “dama bianca” ha resistito per ore. E’ stato un evento eccezionale, soprattutto se consideriamo che si è verificato ancora nella prima decade di dicembre. La temperatura minima ha toccato i +3,8°C sfiorando il record storico di freddo mensile della città dello Stretto. In molti si chiedono com’è possibile che possa aver nevicato con una temperatura di quasi 4 gradi superiore allo zero, in realtà su MeteoWeb ogni anno, d’inverno, con numerosi articoli, spieghiamo come e perchè (a livello scientifico) possa nevicare con temperature anche di diversi gradi superiori allo zero, in determinate condizioni meteo. L’ultimo articolo è di pochi giorni fa: Tutto sulla neve: cos’è, come si forma e come viene classificata. Anche quando non fiocca sta nevicando!. Ma oggi a darci la conferma ufficiale oggi è il Colonnello Massimo Morico, meteorologo dell’Aeronautica Militare e noto volto televisivo delle previsioni meteo in Rai.
L’abbiamo intervistato per fare chiarezza sull’argomento affidandoci al parere di un grande esperto. Morico ci ha innanzitutto spiegato che “affinchè si verifichino delle nevicate la temperatura dell’aria deve trovarsi intorno allo zero e non necessariamente al di sotto, ed a seconda della temperatura si possono avere vari tipi di neve. La più comune è quella a falde larghe che si verifica con temperature che variano da 0° ad 1 ° positivi e con un tasso di umidità medio; questa neve cade al suolo con una velocità variabile a seconda della sua grandezza, naturalmente se non ci sono movimenti convettivi dell’aria. Se la temperatura è qualche grado al di sotto dello 0° e c’è poca umidità, si ha la neve a piccole falde, che ha una velocità di caduta maggiore rispetto a quella a larghe falde e spesso provoca delle fitte nevicate. La neve a pioggia, poi, è una nevicata formata da grandi fiocchi fitti che si ha con temperature di 1° o 2° C. Questo tipo di denominazione è usata principalmente nelle regioni meridionali. Abbiamo poi la neve gragnolosa che è finissima ed è formata da piccoli cristalli di neve ricoperti di ghiaccio. Per concludere esiste poi la neve tonda così denominata perche la parte terminale del cristallo di neve tende ad arrotondarsi. La neve tonda si ha quando questa attraversa uno strato dell’aria più caldo che tende in parte a sciogliere i bordi del fiocco“. Ed è proprio nei casi in cui si verifica la neve tonda che la temperatura al suolo può rimanere di diversi gradi superiore allo zero. Alla luce delle parole di Morico, quindi, abbiamo chiaro il quadro dei vari tipi di neve, e cioè di tutte quelle precipitazioni per cui è corretto dire che “ha nevicato“.

Infine il Colonnello Morico precisa che “la neve, come spesso accade, non va confusa assolutamente con la grandine che è un fenomeno meteorologico completamente diverso. La grandine si forma all’interno della nube, quando la goccia di acqua oltrepassa lo zero termico, e proprio nel suo continuo movimento ascendente e discendente, all’interno della nube, aumenta le sue dimensioni fino a quando il suo peso non è più sostenuto dalle correnti e precipita al suolo. Sezionando un chicco di grandine si nota che questo è formato da diversi strati, come una cipolla, perché nel suo saliscendi all’interno della nube solidifica intorno a se le gocce di acqua che incontra“. La grandine, infatti, non è un fenomeno tipico della stagione invernale ma, anzi, si verifica più spesso d’estate o in autunno, pur con temperature elevate, durante i temporali più violenti che “sfruttano” l’energia esplosiva dell’aria calda e del suolo riscaldato dal forte sole dei mesi più roventi.