Nel 2018 il primo turista spaziale a un passo dall’orbita di Marte

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Marte sembra essere sempre più a portata di astronauta. Un uomo e una donna, preferibilmente sposati, potrebbero essere i protagonisti della prima missione spaziale umana oltre l’orbita terrestre. Il debutto della missione, interamente privata, è previsto per il gennaio 2018 e dovrebbe concludersi nel maggio del 2019, in tempo per il 50esimo anniversario della passeggiata sulla Luna dell’Apollo 11. E’ questo il piano Dennis Tito, il miliardario americano che intende sfruttare la vicinanza alla Terra che il Pianeta rosso raggiungerà tra cinque anni. La missione da 501 giorni non prevede atterraggio o raccolta di materiale. E’ “solo” un viaggio intorno a Marte senza però l’ingresso nella sua orbita. Scientificamente, la missione non raggiungerà alcun risultato. I robot spediti sul Pianeta rosso hanno riportato sul nostro pianeta materiale considerato dalla comunità scientifica molto più interessante di quanto una missione attorno a Marte possa osservare. Ma in termini psicologici, la missione potrebbe rappresentare un precedente significativo nell’esplorazione nello spazio. Per 17 mesi due individui condivideranno uno spazio grande quanto un piccolo bagno, consapevoli che qualcosa possa andare improvvisamente storto. Qualche esempio? Radiazioni pericolosissime, l’incapacità di centrare la giusta traiettoria con il rischio di finire nell’infinito e la vaporizzazione al momento del ritorno a Terra. Scienziati ed esperti consapevoli degli immensi problemi che una missione umana su Marte comporta, sono curiosi di vedere come il 72enne Tito – un ex scienziato alla Nasa che ha fatto la sua fortuna grazie a investimenti finanziari azzeccati – intenda raccogliere i fondi necessari stimati in 1,5-2 miliardi di dollari per spedire due persone su Marte e riportarle poi sulla Terra. Oltre ad essere in contatto con altri Paperoni, Tito sta pensando di finanziare il suo progetto attraverso diritti TV e accordi via Internet. In pratica, il pubblico potrebbe pagare per avere accesso esclusivo a materia video dalla ‘navicella’ o persino per parlare con i protagonisti della missione. C’è chi pensa addirittura al lancio di un reality show.