C/2012 S1 ISON potrebbe non farcela: la potenziale cometa del secolo è allo sbando?

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Credit: NASA, ESA, and the Hubble Heritage Team (STScI/AURA)
Credit: NASA, ESA, and the Hubble Heritage Team (STScI/AURA)

Lo scorso 6 Giugno, grazie ad un articolo del dott. Mattia Alvise Galiazzo, avevamo palesato la possibilità che la cometa non fosse l’oggetto astronomico del secolo. Alcune misure effettuate dal dipartimento di astrofisica austriaco avevano addirittura intravisto una certa frammentazione, anche se la conferma definitiva necessitava di successive osservazioni. Ora, un altro ricercatore, Ignacio Ferrín dell’Università di Antioquia a Medellín, in Colombia, sostiene che la potenziale cometa del secolo, che in tanti si aspettavano che potesse divenire più brillante della Luna piena, potrebbe essere un flop. “C/2012 S1 (ISON) – dice l’astronomo in un comunicato – ha presentato un comportamento singolare“. “La curva di luce – continua – ha presentato una luminosità costante per 132 giorni, senza alcuna tendenza ad un aumento di luminosità“. Tale rallentamento ha avuto luogo a partire dal 13 Gennaio 2013. La recente performance della cometa presenta un precedente per nulla incoraggiante: nel 2003 la cometa C/2002 O4 Hönig, scoperta da Sebastian Florian Hönig (Hoenig), allora astrofilo, oggi astronomo, si disgregò dopo 52 giorni di dinamicità molto poco pronunciata. “Il futuro della cometa ISON non sembra brillante“, spiega scherzosamente Ferrin. Il suo passaggio radente sulla superficie solare potrebbe essere fatale per la sua sopravvivenza, ma a quanto pare potrebbe anche non arrivarci. Stando a quanto comunicato per mezzo dell’Agenzia Reuters da Cape Canaveral, in Florida, addirittura, la cosiddetta “cometa del secolo” non è più visibile e forse potrebbe già essere sparita.

Credit: NASA/JPL-Caltech/JHUAPL/UCF
Credit: NASA/JPL-Caltech/JHUAPL/UCF

Una notizia che fa scalpore, dal momento che pochi giorni fa la NASA aveva divulgato la presenza di una grande coda di anidride carbonica osservata dal telescopio spaziale Hubble nel mese di Aprile. Secondo i ricercatori, la coda lunga e brillante potrebbe essere dovuta alla grande perdita di particelle di ghiaccio dal suo nucleo, che man mano si sta fondendo con l’avvicinamento al Sole. Dobbiamo quindi rassegnarci a perderci quello che poteva divenire l’evento astronomico del secolo? Prevedere il comportamento delle comete non è affatto semplice, specie quando si tratta di oggetti al loro primo viaggio verso il sistema solare interno. Una piccola speranza proviene da un’altra teoria, la quale propone che l’astro chiomato è ricoperto da uno strato di polvere di silicati che neutralizza il vapore acqueo e gli altri gas che lo illuminano. Senza dubbio non appena ISON oltrepasserà la “linea di gelo”, il confine immaginario oltre il quale il Sole comincerà la sua vera influenza sull’astro, sarà possibile fare il punto della situazione. Non rimane che attendere.