La Galizia continua a bruciare, mentre nel sud della Spagna arrivano le piogge

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È un agosto di fuoco quello che sta vivendo la Galizia, la regione spagnola situata nel nord-ovest della penisola iberica, al confine con il Portogallo. Da settimane si susseguono incendi di vastissime proporzioni. L’ultimo sta colpendo la provincia di Pontevedra, nella zona di Vigo. Il fuoco ha iniziato ad estendersi lunedì scorso, e da allora è avanzato rapidissimo bruciando oltre duemila ettari di territorio, soprattutto boschi di eucalipto, quercia e pino. Secondo quanto riporta la stampa spagnola, i pompieri e le unità militari addette allo spegnimento hanno estrema difficoltà nell’affrontare l’enorme incendio, perché le fiamme cambiano direzione in continuazione.

Secondo il sindaco di Oia, il comune più colpito e nel quale decine di persone sono state evacuate, il rogo è frutto della mano dell’uomo. Gran parte degli incendi in Galizia sono frutto dell’imprudenza di contadini e allevatori che danno fuoco ai campi per eliminare vegetazione infestante e per rinnovare i pascoli, ma anche di piromani e di criminali, con fini legati all’urbanizzazione.

La Galizia dunque continua a bruciare, ed ormai sono in molti a fare parallelismi fra questa estate e quella del 2006, quando nella regione bruciarono oltre 90 mila ettari di vegetazione. Un altro vasto incendio che ha distrutto circa duemila ettari ha interessato pochi giorni fa la provincia di Ourense, ed un altro di enormi proporzioni ha colpito il Parco Naturale de las Arribes del Duero, al confine con il Portogallo nella vicina regione di Castilla y Leòn.

In una sola settimana sono andati a fuoco quasi 6 mila ettari di territorio, quasi il 20% della superficie colpita nel 2013 in tutto il paese (consulta qui la mappa degli incendi in Spagna). Da non dimenticare l’incendio che nel mese di luglio ha devastato una zona protetta nell’isola di Maiorca, nelle Isole Baleari, bruciando circa 2300 ettari.

Nonostante questi dati drammatici comunque, il 2013 è stato l’anno con meno incendi da dieci anni a questa parte. Un anno di calma anche rispetto al 2012, quando il numero di incendi in tutta la Spagna era stato ben maggiore e la superficie colpita era stata 7 volte superiore a quella di quest’anno (circa 200 mila ettari contro i 30 mila del 2013).

Intanto nel sud della Spagna arrivano le prime piogge intense. L’agenzia meteorologica statale (Aemet) ha diramato un’allerta arancione (rischio importante) per alcune province dell’Andalusia e della Regione di Murcia, per temporali anche molto intensi. In quelle regioni, come in Italia, il rischio idrogeologico è molto alto, e i fenomeni di riadas (inondazioni improvvise) sono frequenti fra la fine di agosto e settembre. L’invito è a tenersi lontani da alvei di torrenti e zone soggette a inondazione. Cosa difficile pensando che il boom edilizio degli scorsi anni ha portato a costruire ovunque lungo la costa sud della Spagna, anche in aree a rischio estremo dal punto di vista idrogeologico. Un problema molto grave che il paese iberico condivide con l’Italia, e per la cui soluzione quasi nulla viene fatto.