Dopo l’eccezionale ondata di calore che ha investito Uruguay e Argentina nelle settimane scorse, è arrivato il maltempo. Un fronte freddo proveniente dal sud ha abbassato in poche ore le temperature, portando anche copiose precipitazioni. In certe zone, le temperature sono scese di ben 20°C nel giro di pochissimo tempo. Le piogge sono cadute abbondanti sopratutto sull’Uruguay, dove in certe aree, come quella di Cerro Largo, sono caduti oltre 300 mm in due giorni. Vaste inondazioni hanno costretto all’evacuazione di centinaia di persone nei dipartimenti di Cerro Largo e Treinta y Tres. Nelle città di Melo e Río Branco, per l’esondazione del fiume Yaguarón circa trenta persone si sono salvate appena in tempo, con mezzi propri.
Secondo i dati ufficiali il numero di evacuati in queste ore è salito a 658 persone. Ci sono molte strade bloccate e oltre 3000 persone senza elettricità. Una persona che si trovava isolata per le inondazioni è morta per una crisi respiratoria, a causa dell’impossibilità da parte dei soccorsi di raggiungerlo.
Soltanto una settimana fa le stesse zone ora colpite dal maltempo avevano sperimentato una storica ondata di calore. A Salto, in Uruguay, ora colpita dalle inondazioni, l’11 settembre sono stati raggiunti i 36,8°C. Temperature oltre i 40°C sono state raggiunte in molte zone del Sud America, marcando record di temperatura in Argentina e Bolivia.





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