È tornato in funzione poco fa l’idrometro di Ripetta, dopo 4 giorni di sospensione. I dati, forniti in tempo reale dall’Ufficio Idrografico della Regione Lazio, mostrano una discesa del livello del fiume dopo l’aumento delle scorse ore, che aveva portato all’allagamento delle banchine. Il massimo è stato toccato la scorsa notte, con valori di poco inferiori agli 8 metri a Ripetta. Formalmente non si può parlare di piena ordinaria perché non sono stati superati i 10 metri all’idrometro di Ponte Cavour.
Alle ore 17 invece viene registrato un valore di 7,05 metri. Parte delle banchine restano allagate, specie nella zona di Sant’Angelo e Ponte Cavour, anche se l’acqua ne lascia libera una parte, mentre quelle situate nella zona dell’isola Tiberina sono parzialmente allo scoperto. Il livello è sceso di quasi un metro in poche ore.
Intanto bisogna segnalare che parte della piena proveniente da nord è stata bloccata dallo sbarramento di Corbara, che prima della “tempesta di San Martino” segnava valori intorno ai 129 metri sul livello del mare mentre allo stato attuale mostra un livello delle acque stabile a 135,48 metri (dati dell’Autorità di Bacino del Tevere). Parte delle acque provenienti dall’Alta Umbria, colpita il 10 e l’11 novembre da forti e intense precipitazioni, sono dunque invasate nel bacino artificiale. Anche gli altri sbarramenti posti a valle, come quello di Alviano, Ponte Felice, Nazzano e castel Giubileo hanno svolto il loro ruolo di smorzamento della piena. Il livello a Orte scalo è in questi minuti di 3,68 metri, mentre allo sbarramento di Castel Giubileo vengono segnalati 16,47 metri.
Occhi puntati sulle precipitazioni intense attese dalla notte e per tutta la giornata di domani: esse investiranno infatti tutto il territorio del bacino idrografico tiberino, caratterizzato da terreni già saturi. È probabile una risalita dei livelli, e stavolta potrebbe arrivare la prima piena ordinaria dell’autunno 2013 anche a Roma.


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