Previsioni dei terremoti: nuovi indizi dalla chimica delle falde acquifere

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faldaPrevedere i terremoti rimane ancora impossibile, ma c’e’ un nuovo elemento da considerare e che un giorno potra’ essere d’aiuto: la composizione chimica delle falde acquifere. Uno studio coordinato da Alasdair Skelton dell’universita’ di Stoccolma, e pubblicato sulla rivista Nature Geoscience, ha rilevato infatti che la composizione chimica delle acque freatiche e’ cambiata prima di due terremoti verificatisi nel nord dell’Islanda. In particolare i ricercatori hanno raccolto campioni delle acque di un pozzo nel nord dell’Islanda settimanalmente, per cinque anni. In questo modo hanno visto che la composizione chimica delle falde acquifere e’ cambiata nei 4-6 mesi precedenti ogni sisma, uno avvenuto a ottobre 2012, e l’altro ad aprile 2013. Un fenomeno causato, secondo gli studiosi, dal fatto che con le tensioni e spinte che si sviluppano sulla crosta terrestre prima di ogni terremoto, le rocce si espandono facendo sciogliere nell’acqua elementi come calcio e sodio, cambiando cosi” la composizione chimica delle acque freatiche. I ricercatori precisano pero’ che questo metodo non consente di prevedere i terremoti, ma e’ importante monitorare regolarmente la chimica delle falde acquifere nelle aree sismiche, per identificare un maggior rischio. Dello stesso avviso anche Alessandro Amato, sismologo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), che rileva come ”le variazioni chimiche delle acque, osservate da 4 a 6 mesi prima dei due terremoti, non possono essere considerate dei precursori sismici a breve termine”. In generale, variazioni chimico-fisiche di rocce e acque prima dei terremoti ”sono state osservate in molti casi – continua – ma vengono riportate come possibili precursori soltanto a terremoto avvenuto e in maniera saltuaria e irregolare. Ancora non esiste una regola o un modello unico in grado di spiegare le varie anomalie. Queste misure sono comunque interessanti non per prevedere il prossimo terremoto, ma per capire meglio i processi di preparazione dei terremoti stessi. La comprensione del processo fisico alla base dei terremoti e’ infatti un prerequisito per qualunque tentativo di previsione”.

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