La devastante mareggiata lungo la costa orientale della Sicilia causata dal ciclone mediterraneo

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mareggiataIl giorno 7 novembre 2014, in particolare, la costa orientale della Sicilia è stata flagellata da una potente mareggiata che ha causato ingenti danni al bene comune spiaggia; danni irreversibili che si aggiungono alla naturale tendenza allo smantellamento progressivo dei litorali sabbioso-ghiaioso che si sono costruiti tra il 1700 e l’inizio del 1900 in condizioni climatiche più favorevoli all’erosione continua ed al trasporto continuo di sedimenti da parte dei corsi d’acqua.
Gli interventi protettivi con barriere di vario tipo, in questo quadro deficitario, rappresentano locali palliativi del tipo mors tua vita mea nel senso che determinano un rallentamento dell’erosione localmente a scapito dell’erosione accentuata nelle zone contigue non protette.
La figura illustra le oscillazioni marine (che dipendono dalle variazioni della pressione atmosferica) in relazione alla direzione e velocità del vento. Si nota che la tempesta di scirocco è avvenuta mentre la depressione atmosferica aveva causato un significativo sollevamento marino durante le alte maree (oltre 40 cm sullo zero idrometrico di Catania).
mareggiate (29)Durante la tempesta da sud est sotto costa si determina un sovralzo del livello marino in seguito all’accumulo di acqua sotto costa che può anche arrivare a circa 1 m sullo zero idrometrico in relazione alla morfologia costiera.
In conclusione durante la mareggiata di scirocco il livello medio marino lungo le spiagge maggiormente investite poteva essere più alto di circa 1 m rispetto allo zero idrometrico di Catania.
Tale situazione ha favorito il run up delle onde con conseguente invasione dell’area costiera antropizzata ed urbanizzata.
L’erosione progressiva ed inarrestabile delle spiagge contribuisce aggravare la precaria conservazione dei sedimenti costieri. Poche mareggiate simili possono determinare rapide modificazioni dei fondali e della spiaggia emersa ed arrecare gravi danni all’ambiente urbanizzato mettendo serie premesse per un irreversibile decadimento dell’assetto socio-economico basato sulla risorsa bene comune spiaggia.
Come altre volte descritto occorre un intervento di importanza strategica e duraturo teso a restaurare le spiagge riportandole alle dimensioni che risultano sulle carte topografiche IGM del 1954-55 utilizzando per un rinascimento duraturo i sedimenti fossili di adeguata granulometria e di natura simile a quelli esistenti sui litorali che si sono accumulati in alcune valli fluviali mediante una intervento di ingegneria ispirata alla natura che consenta di recuperare lo splendore delle spiagge e di valorizzare le valli fluviali.
L’inerzia degli amministratori ai quali è affidato il bene comune spiaggia non è tollerabile; interventi tipo barriere di vario tipo sono locali palliativi che mettono alcune pezze e aggravano i problemi nelle spiagge contigue.
Tanto per cominciare si possono attivare alcuni interventi sperimentali su spiagge rappresentative delle varie condizioni geoambientali costiere.