Il lander Philae: l’inviato speciale della sonda Rosetta

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philae rosettaPhilae e’ il celebre ‘inviato speciale’ che ha avuto il difficilissimo compito di posarsi per la prima volta nella storia sulla superficie di una cometa: e’ il lander della missione Rosetta che, dopo aver lasciato ‘l’astronave-madre’, si e’ avvicinato alla cometa e si e’ agganciato con degli speciali arpioni, fino a posarsi delicatamente sulla superficie. E’ uno degli strumenti della missione Rosetta e a sua volta e’ dotato di nove sensori, fra i quali il trapano italiano che prelevera’ un frammento della cometa. Philae e’ un ‘cubo’, grande all’incirca come una lavatrice, con il compito di posarsi sulla cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko, un vero e proprio fossile del Sistema Solare che potrebbe aver avuto un fondamentale ruolo per la vita del nostro pianeta. Chiamato cosi’ nel 2004 da una ragazza allora quindicenne, Serena Vismara, Philae e’ frutto della collaborazione fra l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), quella tedesca Dlr e la francese Cnrs. Grazie al suo mini laboratorio scientifico, Philae potra’ analizzare la composizione chimico-fisica del nucleo della cometa. A bordo c’e’ lo spettrometro per rilevare raggi X e particella gamma (Apxs), telecamere e strumenti per analizzare l’interno della cometa attraverso onde radio (Consert), alcune proprieta’ della sua superficie (Mupus e Sesame) e dei sensori per studiare il campo magnetico (Romap). Lo strumento forse piu’ importante e’ il trapano italiano Sd2, realizzata dalla Selex Es (gruppo Finmeccanica), la cui responsabile scientifica e’ Amalia Ercoli Finzi, del Politecnico di Milano. Sd2 sara’ il primo strumento a scavare il suolo della cometa fino alla profondita’ di 20 centimetri. I campioni prelevati verranno poi distribuiti ad altri tre strumenti (Ptolemy, Cosac e Civa). Una complessa serie di ‘fornetti’ e griglie permetteranno poi di analizzare in dettaglio la composizione interna di questo antichissimo ‘relitto’ del Sistema Solare. L’Italia ha anche realizzato il sottosistema dei pannelli solari, con il Politecnico di Milano, e fornito molte risorse alla squadra di tecnici responsabile dell’ ‘accometaggio’.