Missione Rosetta: ancora poche ore per un successo storico

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Europe Comet ChaserIl modulo “Philae” si è sganciato regolarmente dalla sonda madre “Rosetta” alle 10 ora italiana ed ha iniziato la fase di approccio finale alla cometa 67P/TG (nota anche come Churyumov-Gerasimenko), dove dovrebbe posarsi fra circa quattro ore ore: si tratterebbe di un successo storico dato che mai fino ad ora era stato tentato l’atterraggio su una cometa.
La notizia dovrebbe giungere intorno alle 17 ora italiana, con un margine di una quarantina di minuti: va infatti tenuto conto che i segnali inviati dalla cometa tardano 28 minuti per raggiungere la Terra e per questo motivo la discesa non può essere controllata a distanza in tempo reale ma va preprogrammata; sarà il sistema di guida del modulo, essenzialmente in lenta caduta libera, a dover risolvere eventuali problemi.
Il direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea, Jean-Jacques Dordain,ha espresso la propria soddisfazione: “Rosetta è già un successo, l’80% dei risultati scientifici attesi è stato ottenuto dalla sonda, ma Philae darà delle informazioni sulla cometa che non potremmo avere da Rosetta”.
L’obiettivo della missione è quello di acquisire nuove conoscenze sull’evoluzione del sistema solare grazie all’analisi della cometa – che ha un diametro di appena quattro chilometri – su cui “Rosetta”, lanciata nel 2004, farà atterrare il modulo “Philae”; la sonda accompagnerà la cometa per un tratto della sua orbita, fino alla fine del 2015.
“Rosetta” ha inviato le prime immagini della cometa nel maggio scorso, ad una distanza di due milioni di chilometri dal suo bersaglio; alla fine di maggio ha effettuato una manovra di allineamento in previsione proprio del rendez-vous, in cui si è avvicinata ad un centinaio di chilometri cercando un punto favorevole per l’atterraggio del modulo.
“Philae” – grande più o meno come un frigorifero e dotato di numerosi strumenti di scavo e analisi – dovrebbe ancorarsi alla superficie della cometa grazie a due “arpioni”, che avranno il compito di stabilizzarne la posizione su un corpo celeste dove la gravità è sostanzialmente nulla (il modulo pesa circa un quintale sulla Terra, ma solo un grammo sulla cometa).
Il nome del modulo proviene dal sito archeologico dove venne trovato un obelisco che aiutò lo storico francese Jean-Francois Champollion a decifrare la celebre stele in cui onore è stata battezzata la sonda.
Lo studio della cometa permetterà agli scienziati di guardare indietro nel tempo di 4.600 milioni di anni, in un’epoca in cui i pianeti non esistevano e il Sole era circondato solo da sciami di asteroidi e comete. “Philae” studierà le proprietà fisiche della superficie e del sottosuolo del nucleo e la loro composizione chimica, mineralogica e isotopica: questi dati saranno di complemento allo studio globale delle proprietà dinamiche e della morfologia superficiale della cometa effettuato della sonda madre Rosetta.