Carnevale e Martedì grasso: i festeggiamenti più belli e suggestivi d’Italia

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Il Carnevale veneziano, ad esempio, affonda le sue radici nei Saturnali latini e nei culti dionisiaci greci

CARNEVALE IVREAL’Italia vanta numerosissimi festeggiamenti carnevaleschi emozionanti, scenografici, ricchi di folklore, tradizioni, storia e religione. Eccone alcuni: CARNEVALE DI IVREA: un Carnevale famoso in tutta Italia e soprattutto all’estero, è tra le feste più particolari del mondo ed è stato istituzionalizzato nel 1808. I protagonisti sono la Mugnaia, l’eroina e al suo fianco il Generale che hanno il compito di garantire il corretto svolgimento della manifestazione. Poi ci sono: lo Stato Maggiore Napoleonico, composto dagli ufficiali a cavallo, e le Vivandiere. Infine, il Sostituto Gran Cancelliere, il Magnifico Podestà garante della libertà cittadina, il Corteo con le bandiere dei Rioni. Nel Carnevale si assiste alla rievocazione della ribellione popolare alla tirannia; un’insurrezione che trova il suo culmine nello spettacolare sfilata del corteo storico e nella suggestiva battaglia delle arance, divenuta l’icona stessa del Carnevale.

CARNEVALE AMBROSIANOCARNEVALE AMBROSIANO A MILANO: un Carnevale che affonda le sue radici nella tradizione secondo la quale Sant’Ambrogio, patrono della città, avrebbe domandato ai compaesani di aspettare il suo rientro da un pellegrinaggio prima di dare il via alle liturgie quaresimali e questo è il motivo per cui, tuttora, nella diocesi milanese il rito delle Ceneri è posticipato alla prima domenica di Quaresima. Tra i personaggi simbolo del Carnevale ambrosiano: Meneghino, servo buono dallo spirito arguto che ama deridere i difetti della nobiltà, e la sua fedele compagna Cecca, che incarna la moglie allegra e industriosa, sempre pronta ad aiutare il marito e a far quadrare i conti in casa. Entrambe le maschere hanno il viso scoperto, simbolo di autenticità e spirito libero. CARNEVALE DI VIAREGGIO : è nato ufficialmente nel febbraio del 1873, pare intorno ai tavolini di un conosciuto caffè cittadino, il “Caffè del Casinò”, dove tra i giovani bene di Viareggio nacque l’idea di una sfilata di carrozze in modo da festeggiare il Carnevale all’aperto, in piazza e tra la gente. Durante la 1°Guerra Mondiale subì un arresto, per poi rifiorire nel 1921 ancora più splendido e grandioso mentre nel 1925 venne introdotta la cartapesta per la realizzazione di carri maestosi e molto leggeri. Ogni anno il Carnevale di Viareggio sceglie un tema espresso con i carri allegorici; carri monumentali, sormontati da enormi pupazzi di cartapesta che rappresentano uomini politici illustri, personaggi dello sport e dello spettacolo, eventi della politica e temi sociali di tutto il mondo. Date le dimensioni e la quantità di lavoro necessario per i preparativi del Carnevale viareggino, è stata creata la Cittadella del Carnevale, un grande complesso polifunzionale adibito a moderni laboratori per la costruzione di carri di cartapesta, che ospita anche la Scuola di Cartapesta.

CARNEVALE VENEZIACARNEVALE VENEZIA: Il Carnevale veneziano affonda le sue radici nei Saturnali latini e nei culti dionisiaci greci; grandi feste religiose che prevedevano l’uso di maschere e rappresentazioni simboliche. Tali feste religiose, rispettivamente: sovvertivano l’ordine sociale con riversamento nella città di schiavi e liberi cittadini per far baldoria in città tra musica e balli sfrenati e organizzavano processioni e rappresentazioni teatrali per unire l’essere umano con la natura in un’armonia superiore, priva delle convenzioni sociali stabilite dall’uomo. Venezia ha quindi reinterpretato le antiche feste greche e romane per far fronte alle necessità della Serenissima, che promuoveva il Carnevale per concedere alla popolazione, in particolare ai ceti più umili, un periodo dedicato al divertimento e alle feste. Le maschere garantivano il totale anonimato, una sorta di livellamento delle divisioni sociali che, talvolta, consentiva ai cittadini persino la pubblica derisione delle autorità e dell’aristocrazia. Quest’anno, poi, il Carnevale veneziano sarà all’insegna del gusto, tra sapori, enogastromia, banchetti e convivialità, avendo come tema “La Festa più golosa del mondo”.

CARNEVALE PUTIGNANOCARNEVALE DI PUTIGNANO: Il Carnevale di Putignano affonda le sue radici nel Medioevo. Si ritiene che sia nato nel 1394, anno in cui i Cavalieri di Malta, che all’epoca controllavano il territorio, decisero di spostare le reliquie di Santo Stefano Martire dal Castello di Monopoli a Putignano che rappresentava un luogo più sicuro rispetto alle incursioni saracene. All’arrivo dei cavalieri con le reliquie del Santo, i contadini hanno lasciato i campi nei quanti erano intenti a lavorare, ballando e recitando satire e scherzi in dialetto. Molti secoli dopo, con l’avvento del fascismo, il Carnevale di Putignano è divenuto come oggi lo conosciamo, con l’introduzione delle parate di carri allegorici ed è noto che la parata è un elemento tipico della cultura fascista. La maschera caratteristica di questo Carnevale è Farinella, il cui nome deriva dall’antica pietanza locale. Oggi è un giullare di corte con vestiti colorati ma negli anni 50, ai tempi della sua creazione, era vestito di bianco e verde e indossava un cappello a tre punte che rappresentava i colli che circondano la città.

CARNEVALE MAMOIADA OKCARNEVALE DI MAMOIADA : Il Carnevale di Mamoiada è uno degli eventi più celebri del folclore sardo. Le maschere tradizionali di questo carnevale sono i Mamuthones, vestiti di pelli ovine con una maschera nera di legno d’ontano o pero selvatico dall’espressione sofferente o impassibile, che portano sulla schiena campanacci dal peso di circa 30 chili, legati con cinghie di cuoio e al collo campanelle più piccole, e gli Issohadores, che indossano una camicia di lino, una giubba rossa, calzoni bianchi, uno scialle femminile, a tracolla portano sonagli d’ottone e di bronzo; alcuni portano una maschera antropomorfa bianca. La sfilata dei Mamuthones e degli Isshoadores è una vera e propria cerimonia solenne, ordinata come una processione: i primi si muovono molto lentamente, curvi sotto il peso dei campanaggi, mentre gli Issohadores si muovono con passi più agili e all’improvviso lanciano la loro fune, sa soha, per catturare qualcuno degli astanti: i prigionieri per liberarsi dovranno offrire loro da bere Secondo alcuni il rito risalirebbe all’età nuragica, nato come gesto di venerazione degli animali, per proteggersi dagli spiriti del male o per propiziare il raccolto; secondo altri i Mamuthones sarebbero i prigionieri Mori catturati dai sardi Issohadores, ma non mancano i richiami al culto dionisiaco. Da un punto di vista antropologico, il carnevale di Mamoiada viene legato ai cicli della morte e della rinascita della natura. A queste maschere si riconosceva il potere di influire sulle sorti dei raccolti e sulla sopravvivenza, per questo motivo, nonostante l’aspetto spaventoso, la loro visita era gradita e al fine di ottenere la loro benevolenza si offrivano loro cibi e bevande

CARNEVALE ACIREALECARNEVALE DI ACIREALE: IL Carnevale più bello di Sicilia è quello di Acireale, tra maschere, coriandoli, luci, fiori, musica e tanto calore umano. Da alcuni documenti apprendiamo che tale ricorrenza veniva festeggiata già alla fine del XVI secolo ed è del 1594 il documento più antico sul Carnevale acese. Nel XVII in Sicilia si ha la comparsa della maschera dell’”Abbatazzu”, chiamato anche “Pueta Minutizzu”, che mimava nobili o ecclesiastici portando un grosso libro a cui, facendo finta di leggere, sentenziava battute satiriche e sfottenti. Dopo l’interruzione di ogni pratica carnascialesca a seguito del terremoto, nel 1693, la tradizione venne ripresa nel XVIII secolo con altre maschere: i Baruni, che prendono in giro l’aristocrazia, ed i Manti, costume con molti fronzoli con l’unico scopo di mantenere l’anonimato a chi li indossava. In seguito, si afferma la cassariata, la sfilata delle carrozze dei nobili che lanciavano alla gente dei confetti multicolori, scalzati poi dalla cartapesta. Nel 1880 si costruiscono i primi carri di cartapesta, Nel 1930 si vedono per la prima volta vetture adornate di fiori… primo passo verso la realizzazione dei carri infiorati; negli anni 50 e 60 ai carri allegorici e alle macchine infiorate si affiancano i lilliput, mini carri con a bordo un bambino. E’ però nel 1996 che Acireale ha per la prima volta la lotteria nazionale assieme a Viareggio e Putignano; un’occasione grandissima per far acquisire al bellissimo Carnevale una dimensione nazionale.