Divorzio e dieta: giudice obbliga madre vegetariana a dare carne al figlio

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La scelta che fa discutere sulla dieta del figlio di due genitori divorziati: “ha diritto ad avere la carne almeno una volta a settimana”

Genitori divorziati, il padre amante di carni grigliate e hamburger, madre vegetariana: scoppia la lite sulla dieta del figlio e a decidere è stato il giudice, che ha imposto alla madre di servire al bambino bistecche almeno una volta a settimana. Il caso è riportato dal quotidiano dell’Eco di Bergamo, che riferisce una vicenda di separazione avvenuta nella città. Dal lunedì al venerdì, con la madre che dal 2006 non mangia la carne e segue un regime macrobiotico, il piatto principe è il riso bollito. Nel weekend con papà, invece abbuffate in fast food o dalla nonna paterna, con polenta, salsicce e gorgonzola. La questione dalla tavola è arrivata sullo scranno di un giudice del Tribunale civile di Bergamo.

carneI due genitori sono infatti divorziati, e le opposte diete hanno messo in mezzo il figlio dodicenne. Il padre dopo aver accusato la madre per la sua educazione alimentare imposta al figlio, ha deciso di far rimpinzare il bambino nel weekend con carne, latticini e dolci. Scatenando però l`ex moglie: “Il bambino tornava a casa con il mal di pancia”. Così l’ex marito si rivolge al tribunale chiedendo che sia il giudice a decidere. A metà aprile – riferisce sempre il quotidiano l’eco di Bergamo – le parti raggiungono un accordo: la madre deve cucinare la carne per il figlio almeno una volta alla settimana, il padre non deve fargliela mangiare per più di due volte, nel weekend.   “E’ la sconfitta della famiglia”, ha commentato l’avvocato Gian Ettore Gassani, presidente dell’Associazione degli avvocati matrimonialisti italiani, sottolineando che “il provvedimento con cui il Tribunale di Bergamo, nell`ambito di una procedura di divorzio, ha deciso la dieta alimentare di un minorenne, non ha precedenti”. “Fino ad ora i giudici sono intervenuti per disciplinare l`affidamento dei figli, il loro mantenimento, le spese straordinarie ma ancora non si era deciso quante volte a settimana i figli dovessero mangiare bistecche, polenta o verdure”, ha spiegato Gassani, proseguendo: “E` triste che due genitori debbano demandare ad un estraneo la decisione sull`alimentazione del figlio”. E se per il matrimonialista – si ripropone la necessità di introdurre nelle procedure di separazione e divorzio la figura dello psicologo-mediatore, “per evitare così l`eterna guerra dei Roses anche per futili motivi”. La realtà – ha concluso Gassani – è che “la legge attribuisce al giudice un ampio potere discrezionale per la decisione di tutte le questioni che riguardano i minori, senza limitazioni”, e “non è peregrina l`ipotesi che in futuro sempre più scelte verranno affidate al giudice, ivi incluso il tipo di abbigliamento dei figli”.