Ricerca: un braccialetto e un’app per monitorare il disturbo bipolare

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A questo metodo, non invasivo, hanno lavorato tecnici ed ingegneri informatici

A Pisa è stato studiato un progetto per la rilevazione degli andamenti del disturbo bipolare, con la registrazione a distanza e il monitoraggio degli stati umorali attraverso un semplice braccialetto elettronico. Il lavoro è stato condotto da un team di ricercatori guidati da Donatella Marazziti e Armando Piccinni, docenti di psichiatria a Pisa, e presentato dall’Istituto per la Ricerca scientifica in Psichiatria e Neuroscienze, una Fondazione scientifica Onlus dedicata allo sviluppo della ricerca in neuroscienze. Il progetto, che è stato presentato al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, “consiste nel monitoraggio sperimentale con l’uso del braccialetto per pazienti con disturbo bipolare. Il braccialetto – si legge in una nota – è collegato con un sistema wifi che registra h24 le variazioni legate all’umore e, attraverso una app, può aiutare a comprendere non solo le ciclicità, ma anche e soprattutto le fasi maniacali durante le quali i pazienti non hanno consapevolezza di malattia e tendono a non curarsi”. A questo metodo, non invasivo, hanno lavorato tecnici ed ingegneri informatici. La Fondazione – spiegano Marazziti e Piccinni – ha a disposizione un ampio numero di pazienti che costituirebbero, nel giro di un anno, un database unico al mondo per ampiezza di informazioni. Il Nimh (National Institute of Mental Health) americano ha iniziato un’analoga fase sperimentale con un numero assai ridotto di pazienti. Il disturbo bipolare ha un’incidenza del 2-4% nella popolazione, con prevalenza femminile. Si tratta di un disturbo dell’umore che presenta alterazioni marcate, con oscillazioni tra mania e depressione, e incide fortemente sulla qualità della vita dei pazienti. Secondo i promotori del progetto, la possibilità di registrare le fasi di oscillazione aumenta il range terapeutico. “Confidiamo che il ministro – concludono – voglia finanziare il progetto sperimentale, che avrebbe un impatto enorme sulle possibilità terapeutiche”. Il progetto ha come altro elemento innovativo una comunicazione interdisciplinare, curata da Mario Campanella.