Non si tratta di un cambiamento che abbia una qualche trascendenza per il comune cittadino
Un minuto di sessantuno secondi: occorrerà aggiungerlo questa notte – tra le 1.59 e le 2 del mattino ora italiana – per far sì che i nostri orologi restino sincronizzati con la rotazione terrestre. Come spiega il quotidiano francese Liberation, non si tratta di un cambiamento che abbia una qualche trascendenza per il comune cittadino, ma costringerà le principali istituzioni internazionali e gli osservatori astronomici e meteorologici a rimettere i propri orologi. Non si tratta peraltro di una procedura inusuale, nata quando ci si era resi conto di non poter contare sulla regolarità della rotazione terrestre per definire il trascorrere del tempo; venne quindi creato un “Tempo Atomico Internazionale” (Tai) indipendente dai capricci del pianeta, invariabile e calcolato da una rete di orologi atomici: è quello che stabilisce la durata di un secondo. Viceversa il “Tempo Universale Coordinato” (Utc) si adatta al progressivo rallentamento della rotazione terrestre ed è quello usato per regolare i vari fusi orari (e i nostri orologi da polso): nel 1972 i due sistemi avevano accumulato una divergenza di 10 secondi, e successivamente è stato necessario l’inserimento di un secondo extra ogni 19 mesi circa (la discrepanza salirà stanotte a 36 secondi). Da notare che non è possibile prevedere con largo anticipo quando si rende necessario un aggiustamento, date le complesse relazioni fra Terra, Luna e Sole; non è escluso che in futuro la rotazione terrestre possa guadagnare velocità e occorra togliere dei secondi, un effetto che è peraltro regolarmente causato da ogni evento sismico ma su una scala troppo piccola (microsecondi) per poter compensare il rallentamento dominante.


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