Arte e tecnologia: intervista a Vitaldo Conte, critico d’arte

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Tecnologia e Arte, non soltanto musica elettronica, arte digitale, video e computer art

a cura di Roberto Guerra – Tra Futur Dada e Transfuturismo – *Vitaldo Conte/Vitaldix. Scrittore e teorico d’arte. Docente di Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove vive. Fra le pubblicazioni: Nuovi Segnali (Antologia con audiocassetta sulle poetiche verbo-visuali e sonore italiane anni ‘70-’80) (1984); Dispersione (2000); Anomalie e Malie come Arte (2006); SottoMissione d’Amore (2007); Pulsional Gender Art (2011), Avanguardia 21,  AA. VV., Marinetti 70. Sintesi della critica futurista (a c. di A. Saccoccio e R. Guerra), Armando, 2014.  Fra gli ebook: Fuoripagina TransArt (2014), La Carmelina.. Fra le mostre pubbliche curate: ‘Dispersione’ (Foggia), 2000; ‘Malie plastiche’ (Foggia, Lecce), 2002; Anteprima XIV Quadriennale (Palazzo Reale, Napoli), 2003-04; ‘Julius Evola’ (Reggio Calabria), 2005-06; ‘Mistiche bianche’ (Reggio Calabria), 2006; ‘DonnaArte’ (Trepuzzi), 2007; ‘Eros Parola d’Arte’ (Lecce), 2010. Poeta (lineare, verbo-visuale, video, sonoro-spettacolare) con pubblicazioni, cartelle, dvd, ecc. Come artista ha partecipato ad alcune centinaia di eventi e performance, esposizioni personali e collettive, in Italia e all’estero. Come teorico-performer “ri-nasce”, nel 2009, con il nome di Vitaldix.

Vitaldo Conte  Trans Art Fuoripagina-712026Tecnologia e Arte, non soltanto musica elettronica, arte digitale, video e computer art. Verso una neuro estetica persino, come noto dalle esplorazioni recentissime e rivoluzionarie degli stessi scienziati inglesi Ludovica Lumer – Semir Zeki, “La Bella e la Bestia. Arte e Neuroscienze” (Laterza, 2011); con particolare attenzione, alla rivoluzione dadaista (il centenario nel 2016) e a Marcel Duchamp. E in Italia, tra dadaismo e futurismo 2.0, si segnala certamente Vitaldo Conte, critico d’arte e scrittore d’avanguardia estrema che evidenzia da orizzonti ora prettamente estetici o oltre-estetici, certa sorprendente, anche, evoluzione sinergica tra dimensione scientifica ed estetica.

D – Vitaldo,  nei tuoi lavori costante l’interfaccia arte contemporanea e  – per dirla con lo stesso Renato Barilli o Marshall McLuhan o Carmelo Strano, estetica tecnologica? Un approfondimento? R -(Vitaldo Conte) L’arte contemporanea non può rifiutare oggi il rapporto con l’estetica, o meglio con la sinestesia, tecnologica, sia in chiave di congiunzione di linguaggio e sia in chiave di riflessione critica. La tecnologia come linguaggio d’arte tende sempre più a incamerare, come nel mio lavoro teorico-artistico, le spinte visionarie e immaginali dell’essere (la spinta verso gli estremi confini del conoscibile), anche se a detrimento talvolta della sensorialità naturale che per non soccombere deve trovare in questa una propria extreme extension. Tutto ciò può divenire una meta-narrazione delle pulsioni translate nel gioco-rito della creazione.

D – Vitaldix…, Marinetti a 70 anni dalla scomparsa, è il download del 2014/15? R- (Vitaldo Conte) Il libro Marinetti 70, con il suo variegato panorama di interventi, risulta un qualificante “mettere in circuito” focalizzazioni storiche insieme a ipotesi e proposte. Queste ultime vertono sulla presenza del futurismo marinettiano nel corpo dell’attualità, sia come pensiero e sia come creazione a tutto campo, confrontandosi con le seduzioni di ogni possibile avanguardia di arte-vita…

D – Conte, riassumendo, quello che tu chiami Trans Art e/o FuturDada o/e TransFuturismo,  significa in un certo senso, dare un cuore e desiderio alla tecnoscienza? L’arte “elettronica” ha questo importante ruolo oggi, nonostante crisi contemporanea e economicismo dominante? R – Vitaldo Conte) (Le mie definizioni che hai citato auspicano infatti una tecnoscienza con in dotazione un cuore e desiderio, che possono avere la maschera simbolica di una rosa rossa: come ho scritto in AnarChic, nel colloquio-intervista con Marco Fioramanti su NightItalia 9 (giugno 2015). Queste peculiarità sono fondamentali per esprimere una immagin/azione senza confini, che può essere un deterrente alle attuali crisi e imposizioni del cinismo economico-finanziario. La sfida alle stelle futurista può oggi essere vissuta come una reale possibilità di espressione, cercando la propria rotta nel caso come nelle vocazioni dadaiste.

INFO

http://www.vitaldoconte.com/

https://www.meteoweb.eu/2015/06/arte-e-neuroscienze-verso-una-estetica-scientifica/453847/