Il caldo miete un’altra “vittima”: è il turno di Gianni Lannes tra scie chimiche, geoingegneria e “tornado”

Secondo quanto recentemente scritto sul proprio blog da Gianni Lannes (ulteriore supereroe dei nostri giorni), “….oggi per modificare il tempo meteorologico basta un telecomando bellico, vale a dire un riscaldatore ionosferico”

Bisogna riconoscerlo…. Alcune persone amano mettersi al centro dell’attenzione, cercano in tutti i modi di farsi notare dagli altri … purché si parli di loro, anche a costo di apparire grottesco. Dopo la mega-bufala della termo camera e del termometro laser, utilizzati da qualcuno con l’obiettivo di difendere l’umanità dalle spietate ‘scie chimiche’, qualcuno ha pensato bene di “bleffare” ancora una volta con Madre Natura. Lo ‘slogan’ del momento è l’equazione SCIE CHIMICHE = GEOINGEGNERIA = GUERRA AMBIENTALE = MANIPOLAZIONE DEL CLIMA = DOMINIO DELL’UMANITA’. In pratica si tende ad utilizzare un argomento così complesso che il ‘comune mortale’ non è in grado realmente di comprendere, sfruttando la sua ignoranza in materia. Secondo quanto recentemente scritto sul proprio blog da Gianni Lannes (ulteriore supereroe dei nostri giorni), “….oggi per modificare il tempo meteorologico basta un telecomando bellico, vale a dire un riscaldatore ionosferico. Una cosa è certa: la Natura non c’entra, piuttosto i disumani in divisa e doppiopetto hanno fatto impazzire il clima con esperimenti segreti di ogni genere. In Romagna, il 25 luglio 2015, si sono visti i traumatici effetti sul territorio e sulle persone, dal passaggio di un improvviso cataclisma (TORNADO) sotto la regia della Nato, evidenziato da un bombardamento elettromagnetico….”.

Sì, proprio così! Per l’ormai esperto Lannes è stato un TORNADO a ‘rovinare’ un tranquillo pomeriggio sul bagnasciuga agli abitanti di Pinarella di Cervia. Da buon giornalista poi, ‘verificata la fonte’, ha addirittura postato un’inquietante immagine del fenomeno atmosferico. Purtroppo per lui la foto ‘racconta’ sì un tornado verificatosi in Emilia Romagna ma, ahinoi, risalente ad un paio di anni prima. La conferma che si sia trattato di una inevitabile, grossolana, cantonata arriva, fortunatamente, da Pierluigi Randi, climatologo-previsore dell’Epson Meteo Competence Center Meteoromagna, specializzato nello studio dei fenomeni temporaleschi. “Nelle prime ore del pomeriggio del 25 luglio 2015 una piccola ed isolata ma intensa cella temporalesca si è formata nell’immediato entroterra cervese, puntando poi rapidamente verso ENE in direzione del litorale ed investendo col proprio nucleo più attivo la località di Pinarella. Essa è nata, tornadocome sovente accade in particolari situazioni meteorologiche, in seno ad una linea di convergenza tra venti nei bassi strati orientati da sud-est caldi ed umidi (scirocco) attivi sulla costa, e da sud-ovest più secchi in discesa dall’Appennino (libeccio o garbino). Si tratta dei temporali cosiddetti da “dry-line” (fronte secco) che sono alquanto comuni sulla nostra regione allorquando si abbia l’arrivo di aria instabile in quota, e che talora possono assumere forte intensità, muovendosi in genere da sud-ovest a nord-est sotto la spinta dei venti appenninici. Naturalmente la presenza di aria più instabile in quota in seno al transito di una debole saccatura atlantica in media troposfera, ha favorito lo sviluppo della cella temporalesca, la quale è rimasta isolata dal momento che solo localmente la convergenza tra le due correnti è rimasta attiva in loco per un tempo sufficiente ad innescare il sistema convettivo e portarlo a maturità………Ma si è trattato davvero di una tromba d’aria? Dai dati a disposizione e dalle immagini pervenute sembra proprio di no, anche se non si può mai escludere la presenza, in seno a forti venti temporaleschi, la presenza di qualche micro vortice ma che nulla ha a che vedere con i tornado. In ogni caso tutti gli indizi portano alla conclusione che si sia trattato di raffiche di downburst e non di tromba d’aria o tornado. A tale proposito è necessario chiarire alcuni aspetti essenziali, poiché a livello mediatico si fa sovente molta confusione:
1) In italiano si è soliti usare la terminologia “tromba d’aria”; questa non è altro che la traduzione nella nostra lingua della parola tornado e non sta ad indicare in alcun modo un evento diverso o meno intenso. TORNADO e tromba d’aria sono quindi assolutamente sinonimi. Ostinarsi a sostenere che in Italia ci sono le trombe d’aria e negli Stati Uniti i TORNADO, è esercizio privo di qualsiasi logica. Ci sono peraltro diversi tipi di tornado, ma non è questo il contesto idoneo per un approfondimento che sarebbe eccessivamente tecnico.
2) Per parlare di TORNADO (appurato che è la stessa cosa di tromba d’aria) è necessario verificare visivamente o documentare la presenza di un vortice, che può avere forma ad imbuto, fune o cilindro, parzialmente o completamente condensati fino al suolo, e con una nuvola di detriti visibile nei pressi del suolo. Se non si accerta il moto vorticoso o rotatorio dei venti non si è in presenza di tornado per quanto forti i venti possano essere.
downburst3) Nel nostro paese accade molto spesso che danni causati genericamente da vento durante un temporale vengano erroneamente attribuiti ad una tromba d’aria. Nella stragrande maggioranza dei casi, questi tipi di danno sono in realtà causati da uno specifico evento detto DOWNBURST e non dalla presenza di un tornado. Un downburst è una particolare corrente discendente, estremamente violenta, che dall’interno del temporale arriva ad impattare rapidamente con il suolo diffondendosi sotto forma di intense raffiche lineari, solitamente in concomitanza con le precipitazioni. Nel downburst il vento può raggiungere anche intensità di oltre 100-150 km/h (ma anche oltre), quindi estremamente forti.
4) TORNADO e DOWNBURST sono espressione di due correnti opposte all’interno del temporale: Il downburst è espressione delle correnti discendenti, mentre il TORNADO è espressione delle correnti in salita nel temporale. I danni da downburst e da tornado sono peraltro assai diversi tra loro.……..Pertanto le immagini pervenute dalla spiaggia di Pinarella fanno chiaramente intuire come si tratti in effetti di forti venti di downburst associati alla “cascata” di precipitazioni in discesa dalla cella temporalesca……Difficile stimare la velocità massima del vento in mancanza di dati effettivi, tuttavia la locale stazione di rilevamento ubicata a Pinarella (Bagno Delfino), ha registrato una raffica massima di 54,7 km/h poco dopo le 14 (grado 7 della scala Beaufort) tranquillamente in grado di spostare lettini e/o far volare ombrelloni sulla spiaggia. Tuttavia, data la natura assai localizzata della cella temporalesca, non è da escludere che nelle aree pienamente interessate dal nucleo più intenso del temporale, le raffiche possano aver raggiunto i 70-80 km/h (grado 9 Beaufort) con danni di entità superiore. Ma è estremamente improbabile che sia transitato un tornado. Tra l’altro alcune immagini circolate nella serata di ieri sui social network erano chiaramente dei falsi poiché relative ad un vero tornado occorso in Emilia il 3 maggio 2013, e quindi neppure nella zona in oggetto”.

Filippo ThieryAffidiamo la chiosa alle parole del meteorologo Filippo Thiery il quale, in un’intervista sul Giornale della Protezione Civile, afferma che “……è fisiologico che la meteorologia si presti ad essere utilizzata come mezzo per ottenere audience, ovvero che sia utilizzata come vetrina per veicolare pubblicità, o comunque per catturare lettori, utenti e click a valanga…….la meteorologia, diventa un settore particolarmente delicato, che riesce a superare persino il calcio, come terreno di chiacchiere e speculazioni incontrollate……. Questa consuetudine di sfruttare, in situazioni di emergenza, in modo più o meno “sciacallistico” e con il solo scopo di farsi pubblicità, un tema delicato e complesso come la protezione civile, finisce regolarmente per assestare ingiuste spallate mediatiche all’immagine e alla credibilità di un sistema che funziona quotidianamente, con personale qualificato attivo per 24 ore al giorno e 365 giorni l’anno, secondo precise codifiche, tempistiche e catene di responsabilità, nella complessa architettura del sistema Stato-Regioni, al servizio dei cittadini……..Gli “strilloni”, per i quali qualsiasi evento viene gonfiato a diventare notizia da edizione straordinaria, spesso coincidono con i “giullari”, sempre più fantasiosi nel corredare gli eventi meteorologici di nomignoli, termini folcloristici, espressioni roboanti e titoli ad effetto, e sempre pronti a giocare sul presentare come previsioni attendibili delle ipotesi in realtà non suffragate da affidabilità scientifica (quali le tendenze a lungo termine). Le due caratteristiche insieme, inoltre, concorrono a creare notizie a dir poco distorte (tipo raccontare alla gente che un evento di El Niño possa essere utilizzato operativamente per prevedere come sarà la stagione a venire nel Mediterraneo) o per cavalcare le più strampalate e infondate teorie complottiste, pur di guadagnare un articolo di sicuro fascino per molti lettori (esempio principe, la celeberrima bufala delle “scie chimiche” cui è arrivato a prestare credito perfino qualche Deputato della Repubblica, nelle proprie interrogazioni parlamentari……”.

Le previsioni meteo in realtà sono cosa seria, effetto di calcoli complessi, algoritmi, studi e osservazioni tutt’altro che semplici: allora come mai oggi ci sentiamo tutti meteo-esperti? A buon intenditor poche parole….