Spazio, ESA: rinviato a marzo il lancio della missione ExoMars 2016

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Un problema emerso di recente ai due sensori del sistema di propulsione del modulo dimostratore Schiaparelli ha portato alla decisione di rinviare il lancio della missione ExoMars 2016

Rinvio di due mesi – da gennaio a marzo 2016 – per la prima fase di ExoMars, il progetto congiunto tra l’Agenzia spaziale europea e l’agenzia spaziale russa Roscosmos con l’obiettivo di indagare l’atmosfera di Marte alla ricerca di tracce di vita passata e presente. Progetto che si divide in 2 parti: ExoMars 2016 con lancio di un satellite e discesa del dimostratore Schiaparelli sul suolo del pianeta rosso; ExoMars 2018, con il lancio di un vettore che porterà su Marte un rover innovativo dotato di strumenti per penetrare il suolo e analizzarlo.
Un problema emerso di recente ai due sensori del sistema di propulsione del modulo dimostratore Schiaparelli – spiega l’Esa – ha portato alla decisione di rinviare il lancio della missione ExoMars 2016, inizialmente previsto per il prossimo gennaio, a marzo, comunque entro la finestra prevista di inizio 2016. La decisione, assunta congiuntamente dalle due agenzie spaziali, sarà ratificata ufficialmente durante un consiglio direttivo congiunto che si terrà giovedì prossimo.
Il difetto riscontrato avrebbe potuto portare a delle perdite in grado di pregiudicare l’atterraggio del modulo su Marte. Un rischio che l’Esa ha deciso di non correre, decidendo di rimuovere entrambe le unità, comunque non necessarie per l’atterraggio, e quindi trovandosi nella necessità di posporre il lancio, che avverrà dalla base di Baikonur in Kazakhistan con lanciatore Proton. “Siamo contenti di aver identificato il problema in tempo – ha dichiarato il project manager Esa di ExoMars Don McCoy – e ora stiamo focalizzando tutti i nostri sforzi per lanciare il 14 marzo”. La finestra di lancio è aperta dal 14 al 25 marzo e, grazie alle posizioni orbitali relative della Terra e di Marte, la missione arriverà a destinazione a ottobre, come se fosse stata lanciata a gennaio.
esanasa_exomars01Il modulo dimostratore Schiaparelli – dal nome dell’astronomo italiano Giovanni Schiaparelli che nel XIX secolo mappò le caratteristiche della superficie di Marte – volerà verso la sua meta a bordo del Trace Gas Orbiter che poi entrerà in orbita attorno al pianeta rosso per iniziare la sua missione quinquennale di studio dei gas atmosferici potenzialmente legati alle attuali attività biologiche o geologiche.
Schiaparelli si separerà dall’orbiter 3 giorni prima di raggiungere Marte, entrando nella sua atmosfera a una velocità di 21.000 km/h. Dopo un’aerofrenata e una ulteriore fase di rallentamento con paracadute, un sistema a propellente liquido farà scendere la velocità del modulo a meno di 5 km/h, a un’altezza di circa 2 metri dalla superficie del pianeta. I motori verranno spenti e il lander toccherà dolcemente il suolo grazie a un sistema montato per attutire l’impatto.
Trascorreranno meno di 8 minuti tra l’ingresso di Schiaparelli nell’atmosfera marziana e il suo atterraggio su Marte, in una regione denominata Meridiani Planum.
Trattandosi di un dimostratore tecnologico in preparazione delle future missioni, il modulo è pianificato per operare sulla superficie per un breve periodo, alimentato da batterie, anche se grazie a un riflettore appositamente realizzato, darà comunque il suo contributo per future misurazioni laser. ExoMars vede la forte presenza dell’Italia cui l’Esa ha affidato la leadership principale. Oltre alla responsabilità complessiva di sistema di tutti gli elementi, è italiana la responsabilità dello sviluppo di Schiaparelli, del drill (una sorta di trapano) che nella fase 2 del progetto perforerà il suolo marziano e del centro di controllo da cui il rover verrà operato.