Spazio: il Lunar Reconnaissance Orbiter verrà ibernato durante l’eclissi lunare

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Non tutte le sonde possono tollerare il calo di temperatura e l’assenza di luce solare associata ad un’eclissi

Durante le prime ore del 28 settembre, gli operatori del Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della NASA seguiranno con attenzione il momento in cui la Terra si interporrà tra il Sole e la Luna, e quest’ultima si oscurerà: il team del Goddard Space Flight Center di Greenbelt, Maryland, ha osservano LRO mentre passava attraverso tre eclissi solari in circa un anno e mezzo. Sebbene non si tratti di una notte ordinaria, c’è comunque una certa serie di operazioni da eseguire. “Abbiamo un metodo e funziona bene,” dichiara Dawn Myers del Goddard. “E’ sempre stressante durante l’approssimarsi dell’eclissi, ma seguiamo le stesse procedure ogni volta e non abbiamo mai avuto problemi.”

LROLa preparazione avviene mesi prima che la sonda ad energia solare inizi il suo viaggio nell’ombra terrestre, e gli scienziati si incontrano per decidere il da farsi. Non tutte le sonde possono tollerare il calo di temperatura e l’assenza di luce solare associata ad un’eclissi: in pochi minuti si verifica un crollo termico di circa 138 gradi centigradi. Il Lunar Atmosphere and Dust Environment Explorer (LADEE) ha superato l’evento dell’aprile 2014 con molta difficoltà. LRO invece può resistere per ore al freddo e al buio.

Uno dopo l’altro, tutti gli strumenti vengono spenti, lasciando la sonda in ibernazione. Il team del Goddard osserva e controlla strettamente la situazione fino al giorno dopo, quando i sistemi tornano operativi. Durante l’eclissi solo lo strumento Diviner rimane al lavoro a raccogliere dati.

LRO è stato lanciato il 18 giugno 2009, per quella che doveva essere una missione di due anni. Si è giunti ormai al sesto, e la missione è stata finanziata fino all’ottobre 2016.