Era il 19 aprile del 1937 quando con il regio decreto legge 880/37 si vietò il madamato, ovvero il concubinato, e il matrimonio con le donne di colore delle colonie africane. L’obiettivo della legge era quello di stabilire l’esistenza e la superiorità della razza italiana e la sua appartenenza al gruppo di quelle che erano orma definite razze ariane, anche attraverso presunte basi scientifiche, in realtà del tutto di parte e fuorvianti. Il governo fascista, a questa legge razziale, ne fece seguire altre, introdotte con provvedimenti legislativi e amministrativi tra il 1938 e il 1945, andando così a completare quelle che furono chiamate “leggi razziali fasciste“.
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