Sport: correre allunga la vita (e rallenta l’Alzheimer)

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Correre per dimagrire? Sì, ma non solo. Sempre più studi dimostrerebbero una forte correlazione tra buona salute ed attività fisica. In particolare, sarebbe l’attività aerobica a sortire gli effetti positivi più importanti, jogging in primis. Non solo rafforzamento delle ossa e del sistema immunitario, la scienza è arrivata a dimostrare anche altro: correre allunga la vita, aiutandoci a mantenere giovane il cervello, rallentandone l’invecchiamento. Si tratta di un’attività che sarebbe particolarmente indicata per i più anziani, contribuendo ad evitare comuni problemi cognitivi, come la demenza.

Uno studio in particolare, tuttavia, farebbe sperare più di altri: si tratta di quello condotto dall’Università del Kentucky, negli USA. La ricerca pare confermare la correlazione tra l’attività fisica e la formazione di nuove cellule celebrali. Si tratta di una scoperta che, se confermata, sarebbe di portata straordinaria, visto che potrebbe addirittura significare che correre rallenterebbe notevolmente la progressione dell’Alzheimer. Sono stati, in particolare, i ricercatori dell’Alzheimer’s Disease Centers a condurre l’esperimento su un campione di 30 sogetti adulti, tra i 50 e i 69 anni di età. I test medici a cui i volontari sono stati sottoposti durante una corsa sul tapis roulant, hanno dimostrato che il sangue, durante la corsa, scorreva in maggior quantità verso il cervello, trasportando più ossigeno ed elementi essenziali. Correre allunga la vita, questo è ormai noto, ma questa ricerca potrebbe dimostrare qualcosa in più, ovvero la correlazione tra attività fisica e rallentamento dell’Alzheimer.

Quanto jogging (o camminata veloce) bisogna fare per ottenere risultati? Gli esperti sostengono che siano sufficienti 20 minuti di camminata o corsa leggera al giorno, ovviamente da associare ad un’alimentazione corretta ed equilibrata. Il tutto è ancor più straordinario se si considera che correre non è affatto limitativo, ma consigliato a tutti coloro che vogliano iniziare, anche ai non più giovanissimi. I benefici saranno di gran lunga superiori alle aspettative, la scienza garantisce.

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