Ttip leaks: Ue e Usa hanno posizioni inconciliabili su cosmetici, vino ed ingegneria

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In alcuni settori, le posizioni dei due blocchi sono “inconciliabili”, emerge dagli appunti dei negoziatori europei incluse nei documenti riservati, 248 pagine, diffusi dalla sezione olandese di Greenpeace. In particolare, Stati Uniti e Unione Europea sono al momento divisi nel settore dei cosmetici, con “negoziati molto difficili e gli obiettivi comuni limitati“, soprattutto a causa del bando europeo ai test sugli animali, e in quello ingegneristico, con negoziati “caratterizzati dalla continua riluttanza da parte degli Stati Uniti anche solo a impegnarsi in discussioni“.

L’Ue non intende accettare il rifiuto degli Stati Uniti a vietare l’uso, da parte dei produttori americani, di 17 denominazioni di vitigni europei. Nel settore automobilistico, si riconosce che il nodo “più complesso” rimasto da sciogliere è quello “degli standard di sicurezza relativi alla resistenza“. Gli Stati Uniti, emerge dai documenti compilati dopo la fine del 12esimo round di trattative, sollecitano l’Ue, che non sembra su questi punti aver sollevato obiezioni in fase negoziale, ad accettare clausole secondo cui di ogni proposta di regolamentazione dovranno essere informate, prima, le industrie del settore interessato americano che avranno diritto a fornire input a attraverso gruppi di lavoro e commissioni. Dispute su tracce di pesticidi e più in generale sulla sicurezza alimentare ricadrebbero negli organismi predisposti in sede Fao dove, nelle delegazioni nazionali, possono essere rappresentate anche multinazionali come Nestle o Coca Cola.

VINO 10Il 44 per cento delle sue decisioni sulle tracce di pesticidi sono state meno stringenti di quelle Ue, il 40 per cento equivalenti e il 16 per cento più stringenti, secondo uno studio di Greenpeace. L’intesa aprirebbe la strada anche agli organismi geneticamente modificati, con gli Stati Uniti che sollecitano l’Ue a varare una “iniziativa per la presenza di basse quantità“, ovvero il via libera a cargo contenenti tracce di Ogm attualmente invece banditi. La Commissione europea, in documenti pubblici, si era fino a ora limitata a citare le differenze di posizione sugli arbitrati di cui invece le note fatte trapelare non fanno cenno. “Difenderemo il principio di precauzione delle regolamentazioni adottate in Europa nel Ttip e in tutti i nostri altri accordi“, aveva promesso la commissaria al commercio Ue Cecilia Malmstrom, un approccio a cui tuttavia non si fa cenno nei documenti trapelati.

In un post pubblicato oggi, Malstrom sottolinea la differenza fra documenti come quelli pubblicati e un testo finale. I primi “riflettono la posizione di ognuna delle parti, niente di più. E non deve rappresentare una sorpresa che ci sono settori in cui l’Ue e gli Usa hanno posizioni diverse“. Fra le principali critiche al Ttip in Europa, in particolare in Germania dopo il fronte del ‘no’ è particolarmente forte, riguardano la mancanza di trasparenza con cui si sono svolte le trattative e la segretezza del loro contenuto.