Voragine Firenze: “la rottura del tubo dell’acquedotto è stato il colpo di grazia”

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La rottura di un tubo dell’acquedotto è stato il colpo di grazia per il lungarno di Firenze, ma non va escluso che le piogge dei giorni scorsi abbiano infiltrato i terreni. Questa una delle valutazioni dei geologi. Sul posto si e’ recata Alessandra Biserna, membro del Consiglio nazionale dei Geologi, che spiega: “Per il crollo del lungarno al momento la causa piu’ accreditabile risulta la rottura di una tubatura dell’acquedotto ma non e’ da escludere che ci sia stata una eccessiva concentrazione di acqua nel terreno che ne ha poi causato il collasso“. “Da un punto di vista scientifico sembra impossibile che un fenomeno cosi’ imponente, sia avvenuto in maniera tanto repentina solo per l’improvvisa rottura di un tubo dell’acqua, mi sembra strano che non ci siano stati segnali premonitori dell’evento“.

In questo senso percio’ “non sarebbe da escludere – ha ancora spiegato Biserna – che abbiano influito infiltrazioni d’acqua, per le piogge dei giorni scorsi, che possono aver alterato lo stato del sottosuolo facendo perdere capacita’ di resistenza ai terreni e provocando i primi cedimenti alle tubature idriche. E forse ci potrebbe esser stato qualche segnale in precedenza che non e’ stato rilevato in tempo“. Ora, secondo Biserna il primo intervento da fare e’ “ripristinare al piu’ presto la spalletta dell’Arno, che ha ‘spanciato’, e che corrisponde all’argine approfittando anche del fatto che adesso il fiume non e’ in piena“, mentre invece “i palazzi vicini” alla voragine “sembrano stabili“, e non sembrano aver riportato lesioni.