Juno svela i segreti di Giove: è la sonda spaziale dei record

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La sonda spaziale Juno della Nasa è entrata nell’orbita di Giove, raggiungendo la sua destinazione dopo un viaggio di cinque anni. La missione di Juno consiste nel cercare di investigare le origini del pianeta, il più grande del sistema solare, e di capire in che modo abbia influenzato lo sviluppo della vita sulla Terra. La manovra che ha portato Juno nell’orbita di Giove è iniziata alle 5.18 italiane di stamattina, quando la sonda ha azionato i suoi motori per rallentare la sua corsa e venire catturata dalla forza gravitazionale del pianeta. La manovra era particolarmente delicata, poiché era necessario che il personale sulla Terra mettesse la sonda in una posizione precisa, accendesse i motori nel momento giusto e che li tenesse attivi per 35 minuti. Se anche un minimo particolare fosse andato storto, Juno avrebbe mancato l’entrata nell’orbita e sarebbe partita per la tangente, mandando in fumo una missione da un miliardo di dollari. Ora che la sonda sta ruotando intorno a Giove, può iniziare i suoi esperimenti, che dureranno 20 mesi. Il compito di Juno sarà di penetrare con i suoi strumenti le spesse nubi che ricoprono il pianeta, creare una mappa del suo enorme campo magnetico ed esaminare la sua atmosfera per capire se come sia fatto il nucleo di Giove. Juno andrà anche alla ricerca di acqua nella spessa atmosfera del pianeta, dettaglio fondamentale per capire a che distanza dal sole si sia formato il pianeta.

Un altro grande risultato per l’Italia e per l’Istituto Nazionale di Astrofisica, che ha la responsabilità scientifica di JIRAM, strumento made in Italy a bordo della missione Juno, ideato dal gruppo di ricerca guidato dalla nostra planetologa Angioletta Coradini, scomparsa cinque anni fa. Si apre ora un nuovo affascinante capitolo dell’esplorazione di Giove, in cui i ricercatori dell’INAF giocheranno un ruolo da assoluti protagonisti,” ha dichiarato Nicolò D’Amico, presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica.

Finalmente dopo undici anni di lavoro di cui 5 di viaggio attraverso lo spazio siamo finalmente a Giove, la meta tanto attesa! E adesso arriva il bello: non vediamo l’ora di accendere i nostri strumenti e raccogliere i primi dati scientifici, che ci permetteranno di svelare molti aspetti ancora ignoti del più grande e ostile di tutti i pianeti del nostro Sistema solare!,” spiega Alberto Adriani, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, Principal Investigator dello strumento JIRAM a bordo di Juno

Credit: NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS
Credit: NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS

E’ già record, perché si tratta della sonda alimentata a energia solare che si è spinta più lontano dalla nostra stella madre, la prima sonda che orbita attorno ai poli di Giove e la prima che ne studierà il nucleo interno.

Fin da quando ha lasciato Terra la sonda spaziale Juno ha dovuto fare i conti con tre differenti tipi di forze che hanno perturbato continuamente il suo viaggio attraverso di Sistema solare: l’azione gravitazionale del Sole, della Terra stessa e di Giove. Inizialmente era la Terra a non voler lasciar scappare la sonda. Poi il Sole. Juno ha poi superato il “confine gravitazionale” fra Sole e Giove ed ora ha è inserita nell’orbita di Giove ad altissima velocità sopra l’atmosfera del pianeta a quota 5mila km. Ben 37 orbite per scoprire cosa c’è sotto il fitto mantello di nuvole di cui Giove è ricoperto: studierà le aurore e scoprirà qualcosa di più a proposito delle origini, la struttura, l’atmosfera e la magnetosfera del gigante gassoso. D’altronde la missione si chiama Juno, ovvero Giunone, la dea capace di dissipare le nubi in cui è avvolto il padre degli dei: solo lei può svelare cosa nasconde il possente Giove sotto la sua spessa atmosfera di nubi.