Un tragico imprevisto, un malore, qualcosa di improvviso che ha scatenato un comportamento anomalo di uno dei tre Sub e ha spinto gli altri ad andare senza esitazione in suo aiuto. Solo cosi’ riesce a spiegarsi quanto avvenuto venerdì scorso nelle acque di Palinuro Alessandro Marroni, presidente di DAN Europe (Divers Alert Network Europe, con sede a Roseto degli Abruzzi), l’organizzazione internazionale che si occupa di medicina e ricerca scientifica per promuovere la sicurezza dei subacquei. “Conoscevo molto bene Mauro Cammardella e Mauro Tancredi – racconta addolorato Marroni all’ANSA – e proprio considerando la loro esperienza ritengo impossibile che si sia trattato di un’imprudenza“.
“Sappiamo che l’immersione, per quanto era stato comunicato alla Capitaneria – prosegue – non prevedeva l’ingresso in grotta, ma solo un’esplorazione in parete. L’ipotesi e’ che uno dei tre si sia introdotto, non si sa come e perche’, nel cunicolo. Quella grotta e’ nota per avere molto limo sul fondo, quindi la visibilita’ puo’ diventare nulla, bisogna essere molto abili a muoversi li’, conoscere le tecniche speleologiche. Ora infatti il problema principale e’ garantire la sicurezza dei soccorritori“. Ora, ammette affranto e incredulo Marroni, qualche risposta sulle cause di una disgrazia ancora inaccettabile potra’ darla solo l’autopsia.
“Sono almeno tre gli incidenti seri degli ultimi anni nella zona – ricorda Marroni – e in alcuni casi le morti plurime sono spesso causate da tentativi di soccorso e aiuto. Sicuramente per visitare grotte o caverne e’ necessario essere padroni di tecniche speleologiche e a Palinuro sono presenti entrambe le caratteristiche. Tuttavia sarebbe assurdo demonizzare quei fondali“. Perche’ stavolta, ribadisce, puo’ essere stata una fatalita’, una disgrazia, “solo una disgrazia“.


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