Scienza e storia dell’arte… binomio impossibile? Il caso del futurismo contemporaneo in Italia

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(premessa storica…) “È l’11 novembre del 2011: i futuristi contemporanei più attivi approfittano della data marinettiana (11/11/11) per scrivere un nuovo manifesto. Dalla scienza all’arte, dalla morale alla politica: tutto è riscritto secondo la visione smodatamente futurista del XXI secolo. Un manifesto igienico, politicamente scorrettissimo, utile a rinnovare lo spirito anarco-rivoluzionario del futurismo storico e a sgombrare il campo dal falso futurismo contemporaneo” (Manifesto del Futurismo smodato, di Campa, Guerra, Saccoccio, Vaj…).

All’estero Star Trek e la fantascienza sono  persino corso di laurea, pullulano ricerche rivoluzionarie che parlano persino di neuroestetica: qualcosa passa anche in Italia, naturalmente, Festival della Mente o della Scienza vari (a Bergamo, Genova, Napoli) ad esempio La Bella e la Bestia. Arte e Neuroscienze di Lumer e Zeki, recensito anche in questa sede.  Ma un baco strutturale che riflette il solito andazzo nazionale storico, attardato e passatista rispetto al divenire storico nel mondo tecnoscientifico, spicca proprio in Italia, patria di Leonardo da Vinci  e del rinascimento scientifico, di Marinetti e del futurismo.
Praticamente, in Italia, la storia e la critica d’arte/letteraria, salvo ovvio diverse eccezioni, sono ancora precopernicane, il famoso ipse dixit del sempre sopravvalutato Benedetto Croce del primo novecento (la scienza non ha valore filosofico ed etico) continua a fare danni esattamente come il mito del socialismo scientifico.  Non si spiega altrimenti, con buona pace della casta dell’arte e della storia dell’arte italiana (addetti ai lavori, sinergie istituzionali e gallerie-mercato dell’arte stesso ) un piccolo grande baco specifico che riguarda proprio il futurismo.
Tornato in auge il movimento rivoluzionario italiano fondato da Marinetti nel 1909, a partire almeno dal centenario e certificato tale ritorno persino a livello strettamente museale con la grande retrospettiva del 2014 americana del Guggenheim, è sconcertante e significativa la ennesima rimozione della continuità aggiornata del futurismo in Italia, nonostante una ampia pubblicistica anche rilevante sul piano editoriale, convegni inclusi.  E’ la maledizione quasi di Benedetto Croce, come anche recentemente lo stesso Pierfranco Bruni (del Mibact!)  ha ben ricordato nel collettaneo Futurismo Renaissance. Marinetti e le avanguardie virtuose (D. editore, appunto con circa 50 autori futuristici viventi di oggi… tra scrittori, sociologi, futurologi ed artisti). Sortilegio che ha ereditato la rimozione storica per mere questioni ideologiche ben noto sul Futurismo dopo la scomparsa di Marinetti.
Le dinamiche di questo ulteriore passapresentismo italico, negli anni duemila esitano anche ridicole, divertenti e sorprendenti: pullulano sempre sui media generalisti maggiori, di destra o di sinistra, segnalazioni di costanti eventi (o nelle riviste specializzate estetologhe) con infiniti professori o anche artisti viventi , a volte anche eccellenti (ad esempio  Renato Barilli, Marco  Lodola… ecc.) , altre volte di deboli tracce pubblicistiche o mostre, eventi stessi. La questione appunto è che spesso estendono il focus delle iniziative al contemporaneo, ma – pur bastando un semplice clic nel web,  non si aggiornano mai!  Come organizzare convegni o eventi di fisica contemporanea, senza traccia del… bosone di Higghs e le nuove scoperte sui buchi neri dopo Hawking.  Oppure, divertentissimo, siccome – come si vedrà fin dai titoli e i protagonisti, il nuovo futurismo contemporaneo è essenzialmente orientato verso certa estetica “scientifica” ed è politicamente ambidestro o ambisinistro (per dirla con il grande Solzenistjn), ovvero tecnoanarchico ed  irrita e provoca automaticamente (per paradigmi diversi e  fatale analfabestismo ciberculturale di critici e storici…) la solita casta culturale italiota, anche per quel che riguarda i nostalgici del futurismo storico: troppo progressisti i nuovi futuristi per i media destroidi radical choc (sempre preda del complesso di Frankestein o dello shock del futuro) o sempre ambigui per i consueti e prevedibili radical chic di sinistra (sempre preda del mito obsoleto ideologico)!
Peccato che nei fatti il futurismo contemporaneo, prossimo alla filosofia scientifica del nostro tempo, per forza di cose e di storia, entrambi in naturale feedback (anticipatorio i futuristi, per quello ancora attuali) post rivoluzione elettronica, informatica ecc., si segnali ( e solo bibliografia minima) per un certo Vitaldo Conte, scrittore, performer e critico d’arte,  autore di Pulsional Gender Art (Avanguardia 21), analisi dal futurismo all’arte estrema post  dad e pop art e post body art e post poesia totale (di un certo Spatola o Zanzotto), ai limiti dello scandalo porne artistico e dionisiaco ( e docente di Belle Arti prima a Catania e poi a Roma); oppure Antonio Saccoccio, ricercatore digitale (fondatore del netfuturismo), di Tor Vergata Roma, autore di Manifesti Netfuturisti (Avangaurdia 21), musicista contemporaneo e conferenziere sul futurismo anche in Usa e curatore con chi scrive di Marinetti 70. Sintesi della critica futurista (Armando editore,  la storica casa editrice di scienze sociali italiana, bastano Popper e McLuhan, solo alcuni celebri nomi, nel catalogo?), con tra i contributi alcuni dei principali stessi storici dell’arte italiana – e non solo – e del futurismo, quali G.B. Guerri, G. Agnese, L. Tallarico, G. Antonucci, G. Di Genova,  M. Duranti, G. Berghaus, P. Valesio (ecc.), oltre agli stessi Conte e Campa.  Infine, quest’ultimo, Riccardo Campa, sociologo della scienza e leader italiano del cosiddetto transumanesimo futurista con opere quali Trattato di Filosofia Futurista (Avanguardia 21) o Mutare o Perire (Sestante, rivista Divenire) e anche chi scrive con Futurismo per la nuova umanità Dopo Marinetti (sempre Armando editore) o Futurismo e Transumanesimo (La Carmelina).  Per concludere oltre alle necessarie segnalazioni di altri protagonisti viventi del futurismo contemporaneo, tra arte e sociologia futuribile (Stefano Vaj,  Antonio Fiore Ufagrà e altri), ricordiamo anche dove il nuovo futurismo è stato persino certificato a livello internazionale e nazionale (Convegni).  A Milano nel 2010 per Transvision 2010 (si veda nel sito di un certo Raymond Kurzweil alla voce The Italian Futurism un resoconto finale) a cura del transumanesimo italiano, a Roma a cura dello stesso Saccoccio e G. Carpi (Eredità ed attualità del futurismo nel 2013),  a Ferrara proprio per il centenario  Futurismo 100 live (segnalato su Rai Due tra i principali centenari eventi, con ospiti gli stessi Campa, Vaj, Saccoccio, Fiore ed altri, a cura di Ferrara Video&Arte e di chi scrive).  Non ultimo anche un Manifesto del Futurismo Smodato (Avanguardia 21).  Insomma  non è morta l’avanguardia culturale e pro Scienza in Italia, ricordiamo anche per  la letteratura  fantascientifica italiana  il movimento Connettivista (con già  alcuni Premio Urania,  S. Battisti, F. Verso, Kremo Baroncini), ma semmai la criptica d’arte  dominante, gira e rigira, ancora pregalileana nel 2016 (!), , sempre ostile alla scienza e la tecnologia e al futuro, alla stessa società aperta postpopperiana…

di R. Guerra

Info

https://www.bookrepublic.it/book/9788898298051-manifesto-del-futurismo-smodato/

http://www.kurzweilai.net/transhumanist-science-futurist-art-telepresence-and-cosmic-visions-of-the-future-at-transvision-2010

http://www.armando.it/marinetti-70

http://www.italianfuturism.org/eredita-e-attualita-del-futurismo/