A ritrovarsi a Firenze, tra gli Angeli del fango, fu anche per Pierluigi Bersani “un’idea di politica, una sorta di apprendistato alla politica: una cosa che non puoi fare da solo e che devi fare per fare delle cose buone, insieme ad altri. Quell’appuntamento fu una metafora di una buona politica”. Lo ha raccontato l’ex segretario del PD oggi a Firenze in occasione della presentazione di un video (dello Spi Cgil) di testimonianze sull’alluvione di Firenze.
Bersani ha spiegato di aver tardato a raccontate di essere stato un Angelo del fango (aveva 15 anni quando arrivò a Firenze). “A dir la verità – ha detto – per una quarantina d’anni non ho mai detto che ero stato a Firenze perché si tratta di cose che ti hanno segnato e che tieni per te. Sette anni fa per il terremoto all’Aquila, ero segretario e mi permisi di fare un’osservazione. Mi arrivo una risposta pubblica piccatissima. Chi va a spalare, Bersani?, disse qualcuno. A quel punto lo raccontai…”.
Il grande moto di solidarietà che si espresse in occasione dell’alluvione di Firenze si incrociò con un altro accadimento epocale, ricorda l’ex segretario del PD: “Fu un’alluvione drammatica che incrociò un’altra alluvione, gli anni Sessanta. Sostanzialmente in tutto il mondo c’era una generazione, quella che aveva fatto la guerra, che passava la mano ad un’altra generazione che aveva risolto i problemi materiali fino al punto di ritenerli eccessivi e di avere bisogno di qualcosa d’altro, improvvisamente, libertà, autonomia”.


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