Salute, polmonite: killer sottovalutato, in Italia 9 mila morti l’anno

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Sono circa 3 milioni di casi di polmonite l’anno e si stimano 120.000 decessi legati a questa patologia solo nel 2013. Nello stesso anno, in Italia ci sono stati oltre 9.000 decessi per polmonite, un numero enorme, che supera di venti volte il numero dei decessi dovuti all’influenza e di tre volte quelli per incidenti stradali. Tuttavia, come emerge dalla ricerca PneuVUE² la maggior parte delle persone non attua delle corrette misure preventive, persino i soggetti a rischio che spesso non hanno la consapevolezza di esserlo. La ricerca è stata condotta da Ipsos MORI per conto di Pfizer in 9 Paesi europei (tra cui l’Italia) su un campione di 9.000 adulti di almeno 50 anni.

Gli Italiani sembrano essere tra i più documentati: il 95% di loro sa cos’è la polmonite (in Europa l’88%) ed il 90% da definisce un’infezione polmonare (l’80% nel resto del continente).Tuttavia la prevenzione sembra essere l’anello debole: in Italia solo il 5%  dei cittadini si vaccina, probabilmente perché tende a sottostimare i rischi derivanti da questa patologia: un adulto anziano su due (54%) si sente solo leggermente a rischio e solo il 12% di chi ha una malattia polmonare si considera molto a rischio. Oltretutto, solo il 36% è a conoscenza del fatto che alcune forme di polmonite possono essere contagiose e una persona su sei (16%) crede che “la polmonite non colpisce le persone sane e in forma”, una percentuale che aumenta tra gli over 65 e tra i soggetti ad alto rischio.

vaccini_1_OK“Spesso negli adulti sani manca la consapevolezza del rischio potenziale di contrarre malattie infettive e vi è quindi l’errata percezione di non aver bisogno dei vaccini – commenta Francesco Blasi, Professore ordinario all’Universita’ degli Studi di Milano e Responsabile dell’U.O. di Broncopneumologia presso l’IRCCS Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico Ca’ Granda. “Nella realtà tutti siamo a rischio di contrarre la polmonite da pneumococco. L’età adulta è di per sé un fattore di rischio per la polmonite, e l’invecchiamento sano è il risultato anche, in alcuni casi, di scelte come la vaccinazione, per prevenire non solo l’infezione ma anche condizioni cliniche più serie a livello di complicanze e mortalità, soprattutto negli anziani.” Il 46% degli intervistati italiani, percentuale analoga a quella europea, è convinto che “la polmonite possa solo essere curata, ma non prevenuta”. E per prevenirla si prediligono i metodi salutari e gli stili di vita sali: il 91% sostiene che “mantenersi sani e in forma” sia efficace quanto “non fumare” (91%), il 92% ricerca“una dieta sana” e il 53% si è sottoposto “a tutti i vaccini raccomandati” (68% in Europa).

“Non è vero che la polmonite può essere solo curata e non prevenuta, come indica la metà degli intervistati. Uno stile di vita corretto, che includa l’attività fisica ed escluda comportamenti dannosi come ad esempio il fumo, è senz’altro utile ma non basta. – aggiunge Blasi – La polmonite da pneumococco è tuttora una delle principali cause di decesso per malattie infettive. Nel 2013, solo in Italia si sono registrati oltre 9.000 decessi per polmonite, quasi tre volte quelli dovuti a incidenti stradali e venti volte quelli causati dall’influenza.” La ricerca ha messo in luce che pochi sono a conoscenza dell’esistenza del vaccino: 2 persone su 3 con malattia polmonare non ne conoscono l’esistenza. La maggior parte del campione (86%) è convinto che i vaccini “aiutino a prevenire le malattie infettive” e uno su due dichiara che “vaccinarsi contro la polmonite” è una misura di prevenzione efficace. Nella realtà gli adulti vaccinati costituiscono solo il 4%, il 5% se si considerano i soggetti a rischio di malattie polmonari.

Infatti, come era prevedibile, solo il 19% di chi è a conoscenza dei vaccini se ne sottoporrà realmente. “L’unico strumento di prevenzione primaria efficace per evitare l’infezione da pneumococco e prevenire sia lo sviluppo delle malattie sia le complicanze che il batterio può portare, è la vaccinazione – osserva Michele Conversano, Past President della S.It.I. Società Italiana di Igiene e Presidente di HappyAgeing – in particolare, con il vaccino coniugato si genera nel sistema immunitario un meccanismo di “allerta” pronto a reagire nel caso di infezione da pneumococco. Negli adulti e’ sufficiente un’unica somministrazione”.