Sostenibilità, produttori shopper bio: “Più attenzione al rispetto delle norme”

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Il settore degli shopper bio ha risentito pesantemente delle azioni di chi non rispetta le norme. Per questo motivo il governo dovrebbe porre maggiore attenzione ed adottare un azione sistematica, costante ed efficace dei controlli sul mercato. E’ quanto chiedono, in una missiva inviata al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, le aziende partner di Novamont che producono bioshopper compostabili Ceplast, Flexopack, Ibi Plast, Industria Plastica Toscana, Joeplast, Lavorazione Plastica, Pharmabag, Polycart, Sacme, Stemaplast, Stereoflex e Tecnosac. “Ci sentiamo parte di un progetto – si legge in riferimento alla partecipazione da oltre 20 anni in Novamont – avendo vissuto sulla nostra pelle tutte le fasi di crescita del Mater-Bi e della filiera delle bioplastiche. Nel 2015 la filiera ha segnato aumenti importanti dei volumi trasformati con una crescita del 25% rispetto al 2014 (55.000 tons): la maggior parte di questi volumi provengono dal settore dello shopper (circa 40.000 tons) per un volume d’affari di oltre 200.000.000 di euro Tuttavia – spiegano le aziende – il nostro settore ha risentito e risente pesantemente delle azioni di chi non rispetta le norme in vigore”. “Ricordiamo – si legge ancora – che la legge italiana è uno dei pochi casi in cui una norma sia stata presa come esempio virtuoso ed adottato anche da Bruxelles a livello comunitario. Noi tutti, partner Novamont, chiediamo quindi al governo di porre maggiore attenzione ed adottare un azione sistematica, costante ed efficace dei controlli sul mercato”. A seguito degli interventi effettuati dal Noe e dal comando centrale della Gdf nella prima metà di giugno, continua la lettera, “tutti noi abbiamo potuto verificare un significativo, ma breve, effetto positivo. Ma purtroppo le azioni spot non bastano, perché appena la presa si allenta, si ricomincia tutto da zero, spesso anche con modalità e condotte più sfrontate ed ardite nel violare la legge! Assistiamo sempre più ad un numero crescente di prodotti non a norma, che vengono commercializzati senza problemi nel nord, nel centro e soprattutto nel sud Italia: shopper taroccati; finte certificazioni; sacchi ”uso interno”; Finti riutilizzabili. Con stupore constatiamo che come italiani per estro e fantasia ‘mal applicati’ siamo veramente imbattibili”. Per questo, insistono le aziende sottoscrittrici della missica, “riteniamo fondamentale la tutela della normativa per continuare il nostro trend di crescita e per salvaguardare il settore della Chimica Verde. Molti di noi hanno investito in macchinari, personale, conoscenza e vorrebbero continuare a farlo per mantenere la leadership in questo settore che tutta l’Europa ci riconosce e ci invidia. Paradossalmente tutti noi guardiamo con grande interesse al mercato francese, perché riteniamo più semplice sbarcare con un prodotto di qualità ed a norma nel mercato d’oltralpe, che continuare a combattere una guerra disarmati, sul territorio Italiano, contro un nemico invisibile armato fino a denti”. “Ci piace sentire parlare di ‘economia circolare’ – si legge nella lettera – e vorremmo investire nell’Industria 4.0 e vorremmo poter contare sull’iperammortamento, certi che tutto ciò sicuramente ci accompagnerà e sosterrà nel prossimo futuro. Non chiediamo però assistenzialismo o feroci repressioni sul mercato ma solo la certezza sulle regole del gioco e che le stesse vengano rispettate da tutti. La ringraziamo – conclude la missiva – fin d’ora per la Sua considerazione e rimaniamo a disposizione per ogni informazione necessaria”.