Terremoto: i legami con quello del 24 agosto, analogie e differenze

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Si è compreso subito il legame tra il Terremoto del 26 ottobre e quello del 24 agosto. L’analisi dei dati rilevati dalla rete sismica nazionale, dalle reti mobili, dai satelliti e dai sismologi impegnati nei rilievi sul campo ha confermato quest’ipotesi. “In questi giorni si è parlato di una ‘nuova faglia’ e della relazione con il Terremoto di Amatrice, ma sappiamo che una cosa non esclude l’altra, sottolinea il sismologo Massimo Cocco, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). “Adesso – ha aggiunto – siamo in grado di dire che il Terremoto di magnitudo 6,0 del 24 agosto e quello di magnitudo 5,9 del 26 ottobre sono state le scosse principali che hanno rotto due faglie diverse, che interessavano due volumi contigui di crosta”. I due terremoti sono contigui proprio perché quello di agosto è avvenuto nella zona compresa fra Norcia e Amatrice, mentre quello di ottobre ha coinvolto l’area immediatamente a Nord, da Norcia verso Visso e Ussita. Per questo “li consideriamo due eventi di magnitudo simile all’interno di una stessa sequenza sismica, iniziata con il Terremoto di magnitudo 6,0 del 24 agosto”.

Considerando questi dati, il primo forte Terremoto del 26 ottobre, quello di magnitudo 5,4 avvenuto alle 19,10, “può essere considerato a tutti gli effetti una replica del sisma del 24 agosto nel Reatino”. Infatti è avvenuto proprio nel margine settentrionale della sequenza sismica che si era attivata il 24 agosto. “Questo – ha aggiunto – ci faceva pensare che la sequenza sismica stesse migrando verso Nord, ed è proprio quello che è accaduto”. Di conseguenza il Terremoto principale è stato quello delle 21.18. Adesso, l’area maggiormente interessata è quella che da Amatrice va verso Visso e Ussita, infatti in quella zona, conclude Cocco, è avvenuta una “sequenza multipla, con due eventi di magnitudo simile che hanno interessato la rottura di due 2 faglie che esistevano. Entrambe erano cariche di energia accumulata nei secoli e l’energia liberata nel primo evento ha creato le condizioni per consentire la migrazione della sismicità sul secondo segmento”. Per questo adesso la maggior parte delle repliche si sta investendo la zona di Visso