Terremoto: patrimonio artistico e culturale profondamente ferito

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Il terremoto non perdona. Non bastano l’amore per l’arte, la cultura, le civiltà antiche che hanno reso grande la storia dell’Italia intera. E’ un patrimonio culturale ferito, come la facciata della Chiesa di San Salvatore a Campi di Norcia, opera medievale che si è arresa definitivamente alle due nuove forti scosse di terremoto, la Chiesa della Madonna delle Graziel’Abbazia di Sant’Eutizio, che dal 500 è simbolo di umiltà e spiritualità e dal 1500 è stata sede di un’importante scuola chirurgica, quando i monaci di Sant’Eutizio furono chiamati alla Corte inglese per curare Elisabetta I dalla cataratta. Sono innumerevoli le opere devastate, memoria storica dell’Italia intera.

A Camerino è crollato il campanile del Santuario di Santa Maria in Via di fine 1200, legato alla tradizione delle crociate era stato già ristrutturato dopo il sisma del 1997, e la Chiesa di San Filippo. Così come il Palazzo dei Governatori a Visso, del quale ha ceduto una parte della facciata dell’edificio che era stato costruito nel 1100 e parzialmente danneggiato ad agosto, e non è servito lo scudo sul primo arco della facciata inaugurato dopo il terremoto del 1560 a proteggerlo, nonostante l’augurio ‘Omnia tuta vides’. Il Palazzo è oltretutto sovrastato dalla chiesa di Sant’Agostino, sede del Museo civico diocesano, che custodisce, tra le altre cose, ben 27 manoscritti di Leopardi. L’infinito, Idilli, lettere e sonetti di un valore inestimabile che saranno conservati per il momento a Bologna, per scongiurare il rischio di ulteriori danneggiamenti.

Tra i luoghi d’arte maggiormente colpiti c’è stato anche San Salvatore, gioiello del XII secolo fortemente provato dal sisma dello scorso agosto: uno degli edifici più antichi, con la bellissima loggia usata per raggiungere il crocifisso ritenuto miracoloso, e accanto l’ampliamento del XV secolo. E ancora, il Palazzo dei Priori, del 1482, che ospita il Municipio. La chiesa di Sant’Antonio che risaliva al XIV secolo. Palazzi storici, campanili, luoghi di culto ed antiche abbazie, luoghi reali, ma anche e soprattutto simbolici, che rappresentano la nostra identità storica e culturale, un’identità che trascende il tempo e che saprà preservarsi nonostante la recente catastrofe.