Alluvione Licata: ecco la storia di Spino e Ciccio in una solidarietà senza confini di genere

Talvolta il destino somiglia ad un filo invisibile che unisce delle vite apparentemente lontane, legandole. Come quelle di Ciccio e Spino. Lui, Francesco Cosentino, detto Ciccio, è un operatore della Guardia Costiera Ausiliaria di Licata, è l’uomo con K-Way giallo che ha commosso il web, mentre Spino è un dolce randagio che vive a Licata. Si chiama così per via del suo pelo ispido, spinoso, ma ha un’indole sensibile come spesso accade ai nostri amici a 4 zampe.

La mattina di sabato Licata si sveglia sotto la pioggia, una pioggia fitta che inizia ad allagarla, sconvolgendo tutta la città: i cittadini rimangono intrappolati dentro un centro abitato che non era pronto ad accogliere l’alluvione, mentre poco distante un fiume minaccia l’esondazione. Ed è proprio vicino al fiume Salso che sta per consumarsi una tragedia: due persone si trovano bloccate dentro un panificio e Ciccio, giunto in zona per dare il suo aiuto in quella situazione di emergenza, riesce a portarle in salvo entrando da una finestra. Nella stessa stanza c’è Spino, un randagio della zona amico di tutti e accudito soprattutto da Katharina. La ragazza si prende cura quotidianamente di lui e degli altri randagi del quartiere: “Spino e gli altri abitano sotto il ponte perché è lì che facevano compagnia a un senzatetto, che poi è morto. Adesso, siamo io e la signora dell’edicola a prenderci cura di loro, ma oggi non è stato possibile perché stavo poco bene e sono rimasta a casa. Quando ho ricevuto la notizia dell’alluvione e ho realizzato che Spino era in pericolo, mi sentivo inerme: non sapevo come poterlo aiutare. Poi ho visto la foto dell’uomo che lo traeva in salvo”.

foto alluvione licata (4)Ciccio ha infatti portato Spino in braccio salvandolo dall’acqua, per poi liberarlo una volta giunti in un posto sicuro. “Ringrazio infinitamente Ciccio – afferma Katharina – perché non è da tutti compiere un gesto simile: avrebbe potuto aiutare solo le persone. Io in questi giorni non posso uscire di casa: mi auguro che qualcun altro lo accudisca al posto mio. E lancio un appello a chiunque abbia un po’ di spazio a casa: lo prenda con sé, è un coccolone e va d’accordo con tutti. Ma soprattutto ne ha davvero bisogno: ha una zampetta lesionata e ha bisogno di cure”.

Adesso che l’emergenza sembra passata, rimane il ricordo di questa storia di speranza, solidarietà e affetto, una storia che somiglia ad un raggio di luce mandato ad illuminare il buio di una tragedia. Perché nonostante la vita sia una moltitudine di giorni, attimi e scelte che si susseguono, talvolta un istante può eludere il tempo, lasciando una traccia indelebile: la certezza che la mano tesa di Ciccio verso Spino abbia reso il mondo un posto migliore.