Avanza ancora la chimica verde: potranno essere prodotte nuove plastiche biodegradabili grazie all’enzima di un batterio, la cui struttura molecolare è stata finalmente identificata. La scoperta potrà essere dunque applicata nella produzione industriale. Il risultato, frutto del lavoro dei ricercatori guidati da Catherine Drennan del Mit (Massachussets Institute of technology), è stato pubblicato sul Journal of Biological Chemistry. L’enzima produce delle lunghe catene di polimeri che possono formare delle plastiche dure o morbide, a seconda del materiale impiegato. Grazie alla comprensione della struttura dell’enzima, sarà possibile aiutare a controllare composizione e dimensione dei polimeri: un passo fondamentale per la produzione commerciale di queste plastiche biodegradabili.
L’enzima in questione e’ il ‘Pha sintasi’, un enzima presente in quasi tutti i batteri, necessario per produrre dei polimeri molto lunghi capaci di immagazzinare il carbonio quando il cibo scarseggia: il batterio Cupriavidus necator per esempio è in grado di conservare l’85% del suo peso secco senza acqua sotto forma di polimeri. L’enzima permette di legare fino a 30.000 molecole semplici, in un modo preciso e controllato. Si tratta di una scoperta molto importante per il mondo della Chimica: ”E’ l’inizio di una nuova era per lo studio di questi sistemi di cui ora conosciamo la struttura”, commenta Drennan. Nonostante ancora l’utilizzo di questo tipo di enzimi non sia economicamente competitivo a livello di costi e resa rispetto alle plastiche derivate dal petrolio, queste nuove informazioni sulla sua struttura molecolare aprono la strada alla possibilità di nuovi materiali e applicazioni, per realizzare migliori polimeri dalle proprietà uniche.


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